Baschi amaranto e centinaia di saronnesi per l’addio ad Aldo

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SARONNO – La bara di Aldo Falciglia è entrata in Santuario tra decine di labari delle sezioni paracadutisti di Lombardia, Liguria e Piemonte portata a spalla dai paracadutisti e dall’assessore alpino Gianpietro Guaglianone. Stamattina la chiesa saronnese dedicata alla beata Vergine dei Miracoli era gremita per ultimo saluto al 59enne commercialista scomparso nella notte tra venerdì e sabato.

Tantissimi i baschi e i labari che hanno colorato di amaranto e azzurro il Santuario a cui si sono aggiunte molte penne alpine e dei bersaglieri. Ancor più numerosi i saronnesi e le autorità, civili e militari, che non hanno voluto mancare. Non a caso l’omelia del prevosto monsignor Armando Cattaneo è proprio partito dalle tante persone riunite in Santuario: “Vostra presenza parla di Aldo, avete lasciato i vostri impegni, le vostre città per essere qui per salutare Aldo. Avete fatto la cosa giusta”

“Se c’era una persona che non ci si aspettava che venisse a mancare in modo così repentino era Aldo che era l’immagine della vita intensa – ha continuato il religioso dell’omelia  – la sua vita e la sua morte ci ricordano proprio questo che la vita va vissuta intensamente. Era incontenibile, sempre con il piede sull’acceleratore. Era il suo modo di vivere, “mettendocela tutta” nelle sue passioni dal paracadutismo alle immersioni. Ma soprattutto le sue energie le dedicava a tante realtà di volontariato In città ed oltre. È un esempio: perché faceva tante cose non solo per la sua passione ma anche per il ritorno che aveva sugli altri”.

Ed ha concluso:” Dovremmo tenere nel cuore un momento di Aldo un incontro, una parola, un evento  che ci ricorderanno, come faceva lui, di vivere al massimo”.

Intenso il saluto dei para della base di Solbiate e di Milano con la preghiera del paracadutista. All’uscita dalla chiesa davanti da due fila di labari, il rito del presente e il grido Folgore che ha riempito la piazza e i cuori dei presenti.