SARONNO – SOLARO – Nuova doccia gelata per i dipendenti della Parma Antonio e figli la storica azienda di casseforti con sede operativa a Solaro e sede legale a Saronno. Ieri è arrivata ai sindacati (che stanno seguendo la vertenza dei 35 lavoratori a cui la proprietà ha comunicato lo scorso 31 agosto “che la macchina si era fermata”) la nota dal ministero dello Sviluppo Economico relativa all’annullamento dell’incontro in programma oggi martedì 10 settembre.

L’appuntamento era importante per chiarire la situazione della cassa integrazione straordinaria e fare il punto sulla situazione dei dipendenti che prima hanno avuto l’informazione che la fabbrica non avrebbe riaperto a fine luglio e poi il 21 agosto hanno scoperto che il tribunale di Monza ne aveva dichiarato il fallimento.

“Dal Ministero – spiega Giovanni Tonelli della Fiom Cgil che sta seguendo i lavoratori con Valentino Ceriani, sindacalista della Fim Cisl – é arrivata una comunicazione che annulla la convocazione perché il curatore ha comunicato di non poter partecipare”.

10102019

11 Commenti

  1. Era PD iniziata, sempre contro chi lavora da sempre. Quando un’azienda chiude nessuto ti aiuta, devi sperare nella divina provvidenza. Un consiglio ai lavoratori, chiedete il reddito di cittadinanza subito, altre stra non ce ne sono. In Italia c’è un regime che comanda da anni . Scappate, non aspettate , il sindacato non fa nulla, non è mai rriuscito a salvare una fabbrica. L’Italia s’è desfa .

    • Leggendo questa perfetta e approfondita analisi politica economica mi viene lontanmente in mente un detto su una mamna che è sempre incinta

      • Mi scusi,mi indichi quali soluzioni hanno mai trovato i sindacati o i governi di sx , su problemi di questo genere?mi ricoro molti anni fa di una azienda che produceva marmitte per auto….ci fu un grande sciopero per aumento stipendio, mi pare i sindacati chiedessero 35 lire…….azienda voleva concederne 20…….dopo alcune settimane di sciopero gli operai ottennero 15 lire di aumento…..i sindacati dissero che fu una grande vittoria…………..

        • tale affermazione cosa centrerebbe con l’articolo che parla di incontro saltato per mancanza del curatore fallimentare?

    • Ineccepibile analisi . Mi può dire cortesemente dove ha fatto gli stufi che mi iscrivo anche io per poter garantirmi la sua sopraffina capacità di analisi economica e politica? Hasta la vista, anonimo (forse) sovranista.

      • Non servono grandi competenze , basta andare una mattina presso un patronato o una sede Inps ed intervistare chi è incappato in un fallimento, revoca naspi o altre disavventure del genere e si trova senza lavoro , senza reddito e spesso senza la possibilità di accedere alle tutele per qualche incomprensibile cavillo burocratico per capire la realtà di questo paese . Hasta la vista siempre .

  2. Purtroppo negli ultimi anni i risultati ottenuti dallo sforzo dei sindacati non sono bastati a ridare dignità ai lavoratori e a volte sono diversi da quelli che ci aspettiamo.

    Paradossalmente più durano le cause di fallimento e più costa al lavoratore se seguito dal sindacato o da un avvocato.

    Il sindacato, GIUSTAMENTE, vuole una quota d’iscrizione per seguire il lavoratore.

    Ma attenzione!!

    Una causa di fallimento che dura 10 anni, costerebbe 10€ al mese di iscrizione al sindacato che per 10 anni sarebbero 1200€. Nei casi in cui il lavoratore debba recuperare 10000€ e il giudice stabilisce che può recuperarne solo il 10%, non solo il lavoratore non recupera niente, anzi, ci perderebbe pure 200€.

    Forse bisogna rivedere qualche cosa.

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