SARONNO – Si è tenuto ieri al carcere di Busto Arsizio l’interrogatorio del barista 51enne accusato di omicidio preterintenzionale per la morte del 55enne Francesco Costa avvenuta lunedì 10 gennaio all’ospedale di Legnano a due giorni dall’aggressione avvenuta in via Varese a Saronno.

Assistito dal suo legale il saronnese Ezio Tursi, il barista ha ricostruito quelle che è accaduto quel drammatico pomeriggio. Il difensore ha preferito non fornire dichiarazioni agli organi di stampa vista la fase delicata del processo e per rispetto al dramma che sta vivendo la famiglia del proprio assistito ed anche per rispetto anche degli organi inquirenti e dell’autorità giudiziaria.

A ricostruire la vicenda sono state le indagini dei carabinieri che hanno trovato ben poca collaborazione da parte dei saronnesi presenti nella zona quel pomeriggio. Gli elementi determinanti per la risoluzione del caso sono stati il dna e le impronte raccolte nella zona, le immagini di una telecamera privata della zona che ha ripreso l’aggressione ma anceh i riscontri arrivati dai riscontri sui tabulati telefonici. La ricostruzione dell’aggressione è semplice per quanto dura: Francesco Costa, insieme ad un amico si era recati all’interno del bar di via Varese per consumare alcuni alcoolici ma il costo delle consumazioni, giudicato troppo elevato da parte dei due avventori aveva innescato una discussione tra questi e la ragazza impiegata dietro al bancone. La discussione era degenerata in insulti e frasi offensive pronunciate dai due amici prima di lasciare a piedi il locale.I due amici sono tornati nella zona del bar dopo qualche tempo per recuperare l’automobile parcheggiata. Sono stati notati da un congiunto della donna che era stato informato di quanto accaduto poco prima. Ed è qui che il 51enne li ha aggrediti. Ad avere la peggio è stato Francesco Costa che dalle iniziali ricostruzioni, in attesa dei risultati dell’esame autoptico, incassato il primo colpo cade a terra battendo violentemente il suolo con la nuca.

Qui era stato trovato dal personale 118. Trasferito all’ospedale di Legnano si era ripreso giusto il tempo di dire che era stato aggredito ma poi aveva perso i sensi prima di poter dire il nome del suo aggressore. Non si è più ripreso ed è morto due giorni dopo.


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