SARONNO – “Io mi sono sempre detto, se una cosa la fa uno… beh allora la posso fare anche io”. Sono le parole con cui, in un’intervista a Radiorizzonti Gianni Uslenghi spiega la sua passione per le sfide in montagna per il continuo allenarsi e migliorarsi.

Di Usleghi, 89enne che si è spento mercoledì 10 agosto, restano a Saronno le due opere in rilievo che rendono unica la sede degli alpini, i ricordi di tanti saronnesi dei suoi presepi e dei carri allegorici ma soprattutto la sua voce che racconta le due imprese e le grandi emozioni vissute in montagna.

Uslenghi ha sempre rimarcato la sua grande passione per la montagna, l’altezza, le scalate a partire da quando da piccolo partendo da casa attraversava corso Italia sui tetti delle case. “Devo dire che mi ha dato molto l’addestramento nel plotone alpini specializzato in paracadutismo. C’è stato un addestramento alla fatica che poi mi è tornato utile. I segreti sono due: allenarsi tutti i giorni con costanza e nei momenti critici trovare sempre la voglia e la forza per andare avanti”.

Tante le sue avventure in Italia dove “da alpino o con gli amici le vette le ho fatte tutte” all’estero dove di è cimentato nelle corse nei boschi alla salita all’Himalaya senza dimenticare il lancio con il paracadute che l’ha visto protagonista all’età di 82 anni.


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