SARONNO - Una forte presa di posizione di Ambiente Saronno, circolo Legambiente in merito alla mancanza della pubblicazione dei dati relativi alla qualità dell'acqua in città. Un appello rivolto all'assessore all'Ambiente Franco Casali che con una lettera aperta stigmatizza la scelta di Alfa di non pubblicare in modo chiaro ed aggiornato i danni e chiedere all'esponente della Giunta del sindaco Augusto Airoldi di intervenire per garantire la "trasparenza e la pubblicità" dei dati che già in passato hanno permesso ai cittadini di dare l'allarme su alcune criticità emerse nei pozzi di via Parini.
Insomma una nuova criticità emersa dopo quelle delle lungaggini dei cantieri per gli allacciamenti, l'aumento spropositato delle bollette e il caos nei pagamenti delle domiciliazioni bancarie.
"Quella che però vorremmo qui affrontare è un’altra problematica - spiegano gli ambientalisti - che fino ad ora è passata sostanzialmente sotto silenzio, non trattata mentre ha comunque una grande rilevanza per la trasparenza e soprattutto per la partecipazione democratica. Ci riferiamo alla pubblicità dei risultati delle analisi relative alla qualità dell’acqua prelevata dai pozzi pubblici".
Legambiente si concede un piccolo excursus: "Come sicuramente ricorderà, a partire dal 2010 erano disponibili on line tutti i dati derivanti dalle analisi effettuate a cadenza mensile sui pozzi pubblici di Saronno. Con il passaggio alla nuova gestione tutto ciò è sparito. È disponibile unicamente un solo dato, riferito al pozzo dichiarato “rappresentativo” dell’indirizzo dell’interessato (cosa già di per sé discutibile trattandosi nel caso di Saronno di una rete che connette 6 pozzi le cui aree di influenza variano secondo l’andamento della domanda) per di più non datato e presumibilmente neanche aggiornato (le analisi dovrebbero essere effettuate a cadenza mensile mentre il dato non sembra cambiare nel tempo)".
Dalla situazione attuale arrivano le considerazioni di Legambiente: "La pubblicità dei dati ambientali deriva sostanzialmente dalla Convenzione di Aarhus del 1998 (recepita e quindi obbligatoria in Italia nel 2001). Tale convenzione disciplina il ruolo “passivo” del produttore di dati ambientali obbligandolo a rendere disponibili i dati ambientali entro 30 giorni su semplice (non occorrono motivazioni) richiesta. Introduce anche un ruolo (attivo) del produttore di dati: infatti, il comma 3 dell’art.5 recita “Ciascuna parte assicura la progressiva disponibilità delle informazioni ambientali in banche dati elettroniche facilmente accessibili al pubblico attraverso reti di telecomunicazione). Da notare che la convenzione è stata scritta nel 1998, fosse stata scritta oggi (con gli sviluppi dell’informatica) probabilmente il termine “progressiva” non ci sarebbe. Comunque, smettere di rendere disponibili dati che prima c’erano non è certo in linea con la progressiva disponibilità prevista dalla Convenzione". E non solo, gli ambientalisti rimarcano come "La pubblicazione dei dati dei pozzi pubblici era stata una delle ricadute della grande mobilitazione e partecipazione popolare a seguito delle vicende del pozzo Parini".
Da tutto questo arriva non solo la censura per Alfa ma soprattutto l'appello a Casali: "Vorremmo chiedere, pur sapendo che la primaria responsabilità di quanto sta accadendo non è a lei addebitabile, un suo intervento nei confronti Alfa S.r.l. allo scopo di far riprendere la pubblicazione di tutti i dati relativi ai pozzi e, qualora non vi sia disponibilità di tale società, a richiedere l’invio dei dati al Comune ed a provvedere a pubblicarli autonomamente sul sito del Comune (come peraltro era stato fatto originariamente nel 2010)".
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SARONNO - Otto punti per una Saronno "meno trafficata e più salutare, più serena, più sicura e maggiormente a misura di cittadino di quanto sia mai stata negli ultimi cento anni". Li ha inviati Ambiente Saronno circolo di Legambiente all'Amministrazione comunale in merito al procedimento di Vas del piano generale del traffico urbano.
Primo tema da affrontare quello del potenziamento del trasporto pubblico locale "non solo a favore della mobilità degli studenti e dei lavoratori, ma anche con l’obiettivo di incentivare un progressivo abbandono del mezzo motorizzato privato da parte dei cittadini e di favorire l’integrazione intermodale, anche con la mobilità dolce". Su questo punto sono stati condivisi gli "elaborati predisposti negli scorsi anni Andrea Mazzucotelli portavoce del comitato viaggiatori Tpl nodo di Saronno ed esperto del settore"
Si chiede un impegno sulla mobilità elettrica "Sviluppando l’infrastrutturazione per la mobilità motorizzata elettrica, dimensionandola sui flussi residui che per loro natura non potranno essere assorbiti del tutto dal trasporto pubblico locale o dalla trazione muscolare (mezzi di emergenza e per i diversamente abili, trasporto merci e attrezzature a supporto delle attività professionali, itinerari con destinazioni esterne sprovviste o poco provviste di tpl…)".
Per un miglioramento diffuso e organico della mobilità ciclabile Legambiente chiede "il completamento e ampliamento delle piste ciclabili, anche adiacenti ma separate dai percorsi pedonali evitando in ogni modo possibile l’utilizzo di paletti e cartelli di delimitazione che ostruiscano la reale fruibilità ciclabile. Ma anche gli spazi per la sosta sono importanti da chiedere: "l'ampliamento e maggiore sicurezza degli stalli nelle stazioni ferroviarie prevedendo in prossimità servizi di ciclofficina (valorizzazione e presidio naturale dei dintorni della fermata di Saronno Sud) e stalli per biciclette in numero adeguato in diversi punti della città, comprese postazioni di ricarica biciclette a pedalata assistita".
Proposte ad hoc per il quartiere scolastico e per tutte le aree che ospitano una scuola "tramite la realizzazione in modo estensivo e sistematico le zone scolastiche integrandole con il servizio Pedibus, garantendo le condizioni di sicurezza dei relativi percorsi".
Restando sul fronte di una mobilità sostenibile si chiede un'estensione della zona a traffico limitato e un'adozione sistematica di un limite di velocità ridotto a 30 chilometri orari soprattutto nelle vie più trafficate. Non manca la richiesta di un'attenzione per l'abbattimento delle barriere architettoniche.
Essenziale per Legambiente anche la realizzazione di una mobilità condivisa "magari prevedendo di convenzionarle con i Sistemi Tariffari Integrati dei Bacini di Mobilità (Como-Lecco-Varese e Milano-Monza) una volta che questi saranno vigenti a Saronno".
Diverse le proposte per il tema, decisamente caldo in città, dei parcheggi automobilistici: "Si dovrebbe adottare scelte chiare a favore dell’ambiente comunque garantendo gli stalli per i mezzi di emergenza e per i diversamente abili e per il carico/scarico delle merci che risultino sovradimensionate rispetto alla capacità delle biciclette cargo". Le proposte sono la "riduzione della durata delle zone a disco muovendosi dalla periferia verso il centro, l'incremento della tariffa dei parcheggi muovendosi dalla periferia verso il centro, l'individuazione delle aree di interscambio multimodali (automobile privata, treno, autobus, mobilità dolce, mobilità pedonale) in zone esterne della città che siano dotate di servizi o poli di interesse e, pertanto, di presidio naturale con l'applicazione di condizioni di posteggio specifiche e incentivanti per tali aree di interscambio"
(foto archivio)
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SARONNO - È previsto per sabato 15 aprile l'evento organizzato da Ambiente Saronno Odv "Puliamo Saronno Sud". Si tratta di una delle molte manifestazioni che l'associazione ambientalista mette in campo per sensibilizzare sul rispetto dell'ambiente. In questa occasione, i volontari interessati potranno aiutare la città ripulendo le aree verdi di Cascina Colombara e le zone circostanti alla stazione da rifiuti abbandonati.
Alle 9.30 è previsto il ritrovo davanti alla stazione ed è gratuito e aperto a tutti. Molto utile per l'attività sono guanti e una pinza: l'associazione raccomanda, chi dovesse esserne in possesso, di portarli da casa.
(foto d'archivio: un precedente evento di Legambiente Saronno per ripulire la città)
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E' quella che scrive Ambiente Saronno, circolo Legambiente cittadino in merito alla riqualificazione dell'ex Isotta Fraschini. Ecco il testo integrale"Saronno è una città che ha bisogno di respirare. Con una densità di oltre 3500 abitanti per km² e quasi il 60% del suolo cementificato, il recupero delle aree dismesse tra via Varese e via Milano non è solo un progetto urbanistico, ma l’ultima chiamata per dotare la città di un grande polmone verde.
Come Ambiente Saronno (Circolo Legambiente), abbiamo analizzato il Piano Integrato di Intervento (PII) e depositato Osservazioni concrete per trasformarlo in una reale opportunità di benessere per tutti.
Il Piano adottato prevede troppi viali e pavimentazioni. Proponiamo di raddoppiare la superficie a verde effettivo (portandola da 30.000 a quasi 58.000 m² complessivi) riducendo drasticamente i vialetti, ove non richiesti dalla strategia di mobilità ciclopedonale che serve e attraversa il comparto.
Risparmio economico: in base ai costi unitari contenuti nel Piano adottato, questa scelta farebbe risparmiare all’Attuatore, per conto della collettività, circa 1 milione di euro per la realizzazione e 74.000 euro all’anno per la manutenzione.
Proponiamo inoltre l’uso della sola irrigazione a goccia (solo per l’attecchimento degli alberi) per evitare sprechi d’acqua e costi energetici superflui.
Non chiediamo di ridurre le volumetrie previste, ma di disporle in modo diverso. Aumentando leggermente l’altezza dei palazzi (tra 8 e 11 piani), potremmo ridurre la loro “impronta” a terra. Questo permetterebbe di guadagnare fino a 4.100 m² di suolo libero in più, creando un’area verde continua e aperta verso il centro città, evitando che il parco resti “chiuso” tra i palazzi.
Sosteniamo la soluzione iniziale con nodo semaforico compatto tra via Milano e via Morandi, invece della rotonda. Confermare questa scelta permetterebbe di salvare 30 alberi storici su via Milano e raddoppierebbe lo spazio per i pedoni. I dati tecnici affermano che il traffico rimarrebbe fluido e ampiamente gestibile anche in futuro.
Un parco non va solo realizzato, ma anche curato sul lungo periodo. Chiediamo che le garanzie economiche coprano la manutenzione per almeno 10 anni e che i costi di gestione siano trasparenti e pubblici. Eventuali risparmi sui lavori dovrebbero essere reinvestiti nel verde cittadino.
Cruciale il passaggio finale: "Chiediamo un atto di coraggio: trasformare una vecchia area industriale in un grande parco unitario a Saronno. Un investimento che non si misura solo in metri quadri, ma in qualità dell’aria e della vita per le prossime generazioni".