SARONNO - "Visto il progressivo aggravamento dei contagi il coro Alpe decide di evitare di accompagnare la santa messa del 5 gennaio alla chiesa di San Francesco e di conseguenza il concerto che subito dopo di solito chiude il periodo natalizio. Con immenso dispiacere siamo costretti, per salvaguardare, e la salute dei nostri coristi e per evitare tutto ciò che comporta assembramenti, aspettando e sperando che la situazione migliori". Lo comunica la corale.
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Dall’inizio della pandemia abbiamo sempre diffuso i dati relativi al contagio forniti dalle fonti ufficiale. Regione Lombardia diffonde quotidianamente un bollettino coi i dati relativi ai nuovi positivi emersi dall’elaborazione dei tamponi. Vengono conteggiati esclusivamente coloro che risultano positivi per la prima volta. Riportiamo il totale da inizio pandemia e la variazione giornaliera. Altri dati vengono forniti dai sindaci che hanno a disposizione i dati forniti dall’Ats nel cruscotto a loro dedicato. In questo caso oltre ai positivi ci sono anche i decessi, i guariti e in alcuni casi la fascia d’età.
(foto archivio: precedente concerto del coro Alpe in San Francesco)
30122021
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Saronno sempre più sconfinata. Il progetto "Chiese Aperte 360°" che la Comunità Pastorale del Crocifisso Risorto promuove con la partecipazione dell'associazione Cantastorie, desidera valorizzare il patrimonio artistico e culturale della città.
Venerdì sera la Chiesa di San Francesco ha aperto le sue porte per ospitare l'arte antica e contemporanea in un binomio pieno di sinergia. Le melodie della civica scuola di musica "Claudio Abbado" di Milano hanno aperto la serata allietando i presenti proponendo brani del 1500, epoca in cui Gaudenzio Ferrari dipinse i 140 musicanti della cupola del nostro Santuario.
E' stata poi inaugurata l'installazione di Franco Marrocco, già rettore di Brera e artista saronnese dal titolo" Illumina le tenebre de lo core mio". Posta nella cappella di San Cosma e Damiano in San Francesco. Un'opera luminosa ed intimista in cui la protagonista è la luce. Una luce quasi dorata, una luce profonda che rivela alti significati. La luce nella antichità è sempre stata un elemento importante dalla filosofia, alla pittura, alla poesia.
Saronno vanta tanti artisti conosciuti e non. Come ho sempre sostenuto, l'arte e la cultura possono portare ad un nuovo Umanesimo che vuol dire rieducazione emotiva delle persone. E' importante che la nostra città presenti tali artisti alla collettività. Essi rappresentano un vanto per Saronno e grazie a loro può diventare davvero sconfinata ed essere un polo attrattivo per la provincia.
Bello vedere come l'arte antica e quella contemporanea si uniscano in una armonia perfetta. Ecco l'opera di Marrocco incastonarsi perfettamente con gli affreschi recentemente restaurati dando vita ad un'unica grande opera tra le navate della Chiesa.
SARONNO - Venerdì sera si è ufficialmente avviato il progetto ChieseAperte 360°, promosso dalla Comunità Pastorale e dall'associazione Cantastorie Saronno.
La serata si è aperta con un concerto di un consort di traverse rinascimentale della Civica Scuola di Musica "Claudio Abbado" di Milano che ha accompagnato i presenti a riscoprire la musica dell'epoca di Gaudenzio Ferrari. La scelta di iniziare con un concerto permette di comprendere l'idea trasversale che vuole avere questo progetto, che mette in dialogo a 360° gradi l'arte in ogni sua manifestazione.
"La sfida che abbiamo davanti - spiegano gli organizzatori - è quella di pensare ai beni culturali della nostra città in modo complessivo portando i cittadini a cogliere i motivi che tendono alla salvaguardia e alla tutela di quello che ci viene consegnato dal passato, proiettandolo nel presente. Il coinvolgimento dei cittadini e specialmente dei giovani è uno dei cardini del progetto: solo attraverso un'assunzione di responsabilità di tutti noi riusciremo davvero a dare valore al nostro patrimonio. Ci auguriamo che i diversi soggetti che partecipano in sinergia tra loro possano permettere questa fruizione multi livello dei nostri beni storico-artistici".
Il progetto si svilupperà durante tutto un anno per poi dispiegare i suoi effetti nel futuro e prevede alcune azioni concrete. La comunità pastorale ha promosso il riordino scientifico dell’archivio parrocchiale Prepositurale e dell’archivio parrocchiale della Cassina Ferrara. Queste importantissime fonti, adeguatamente studiate e condensate, permetteranno di illuminare e di far dialogare il passato con il presente. Qui si concretizzerà una prima collaborazione con gli studenti del liceo Legnani e della Fondazione Daimon, che affiancheranno con alcuni professionisti nella fase di parziale digitalizzazione e di studio degli archivi parrocchiali e dell’importantissimo archivio del Santuario di Saronno.
Verrà quindi realizzato un portale web del progetto (www.cantastoriesaronno.it) che permetterà la fruizione combinata della digitalizzazione degli archivi con virtual tour a 360° delle chiese storiche saronnesi: in questo modo la visita potrà avvenire anche a distanza e sarà arricchita dal dialogo tra i diversi beni culturali cittadini. Un podcast rilasciato sulla piattaforma Spotify e sul portale, consentirà una narrazione nuova e coinvolgente di alcuni episodi peculiari della nostra città. La fruizione ordinaria sarà garantita dai volontari dell’associazione Cantastorie, che stanno seguendo i primi incontri di un corso di formazione permanente che consentirà loro di essere pronti ad accompagnare, a raccontare, ovvero a prendersi cura dei nostri beni più preziosi.
L’intervento di Franco Marrocco in San Francesco rappresenta l’inizio del progetto ma anche il suo senso e la sua eredità. San Francesco è uno dei luoghi più significativi di Saronno: uno dei luoghi da cui in un passato più o meno remoto sono partite novità che hanno segnato la città. Un luogo di incontri e di dialogo, un luogo dove si conservava la memoria ma come cosa viva, a servizio del presente e a tutela degli uomini e delle donne. Proprio qui nasce questa idea: far incontrare e dialogare l’arte antica con quella contemporanea in un luogo come quello in cui siamo che non è statico, ma vivo e vissuto, spazio meditativo e di silenzi interiori.
"L'associazione Cantastorie ringrazia personalmente Franco Marrocco per essersi lasciato coinvolgere in questo progetto che ha l’ambizione di guardare al futuro, per permettere quell’apertura che ci proponiamo.Ringraziamo in partocolare monsignor Claudio Galimberti, nostro nuovo prevosto, Franco Marrocco e Giuseppe Bonini, Carlo Mariani, Simone Balestrini e Maurizio Ampollini, presidente di Fondazione Comunitaria del Varesotto che finanzia il progetto ChieseAperte. Ringraziamo anche tutti gli artisti e i rappresentanti delle realtà culturali saronnesi presenti all'iniziativa, augurandoci che questa rete tra i luoghi di cultura generi collaborazioni fruttuose per la nostra città. Ringraziamo le moltissime persone che sono intervenute e che hanno condiviso con noi i primi passi di questo progetto"






SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo la nota dell'assessore alla Cultura Laura Succi in merito all'evento organizzato ieri sera da Chiese Aperte nella chiesa di San Francesco.
Da oggi la nostra Chiesa di San Francesco, la nostra città si sono arricchite di un’ opera che le rende ancora più belle. Ma il termine è riduttivo, perché nel lavoro di Franco Marrocco cogliamo, insieme alla potenza espressiva anche una grande sensibilità spirituale.
L’artista ha saputo creare un’immagine dove il colore, il segno, la forma, la luce risultano espressivi quanto e più della figura, inserendosi nel contesto di quei meravigliosi affreschi con discrezione, direi quasi con umiltà e con grande rispetto, riuscendo a raccontare uno strettissimo legame tra passato e presente. L’attenzione con cui affrontiamo solitamente l’opera d’arte si trasforma in meditazione nel cogliere questa rappresentazione dell’esperienza religiosa francescana. Come saronnese, prima ancora che nel ruolo di assessore non posso che ringraziare l’artista e tutti coloro che hanno contribuito all’evento per questo segno di amore per l’arte e per la città.
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Un momento sentito da parte della compagine canora che quest'anno ha dovuto fare i conti con diversi lutti dolorosi da quello di Francesco Pizzi a quello di Piero Quadri senza dimenticare l'ex presidente Francesco Balossi.
Sarà una messa d'eccezione la prima con la navata centrale senza ponteggi e tutti gli affreschi di tre generazioni dei Legnani restaurati compresa la controfacciata.
Come è nato il coro Alpe
L'anno 1950 segna la data di nascita del Coro Alpe di Saronno. Viene fondato da Don Luigi Castelli, che per 10 anni ne è il direttore e l'anima propulsiva, con lo scopo di impegnare i giovani in una attività artistico-canora, affinché, nel divertimento, trovassero pure senso della disciplina e affinamento del gusto musicale. Al manifestarsi di grandi successi e di ampi e rimarchevoli consensi, l'obiettivo della compagine vocale diviene quello di trasmettere messaggi di amicizia, fraternità e amore, diffondendo la gradevolezza e la preziosità della musica.
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La scelta di allestire la mostra in chiesa nasce dalla volontà di sottolineare il legame tra arte e spiritualità, in uno spazio che richiama il significato religioso dell’iniziativa. L’esposizione intende inoltre richiamare il messaggio di semplicità e umiltà legato alla figura del santo di Assisi, offrendo ai visitatori un’occasione di riflessione durante questo anno commemorativo.
Secondo quanto evidenziato dal presidente del Circolo Acli, Franco Colombo, il progetto vuole mettere in luce il valore creativo degli artisti del paese, definiti autentici interpreti di bellezza e patrimonio culturale locale.
La mostra sarà visitabile nei giorni feriali dalle 17 alle 20, mentre nei festivi l’apertura è prevista dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19.