omboUBOLDO -” Trasparenza, informazione e chiarezza. E’ quanto chiediamo all’Amministrazione comunale nei confronti del progetto presentato dalla srl di Milano per realizzare nell’area della Cava Fusi in via Iv novembre un nuovo impianto per il trattamento e lavaggio di terre contaminate da idrocarburi e di inerti pericolosi”.

Inizia così un comunicato della lista d’opposizione Per Uboldo, rappresentata in consiglio comunale da Alessandro Colombo (foto).

Non siamo contrari a priori al progresso purchè questo non vada a discapito della salute dei cittadini e della salvaguardia dell’ambiente. Riteniamo che su un argomento tanto delicato per il territorio uboldese l’Amministrazione comunale abbia il dovere di informare nel migliore dei modi la popolazione, così come è stato fatto a suo tempo per il progetto di recupero dell’area ex Lazzaroni. La società di Milano che vuole eseguire l’intervento ha, infatti, presentato nei mesi scorsi un progetto per realizzare all’interno della Cava Fusi in via Iv novembre un impianto per il trattamento e il lavaggio delle terre contaminate da idrocarburi e degli inerti pericolosi mediante la tecnica di “soil washing”, cioè di bonifica del suolo contaminato con il recupero della parte pregiata del mezzo attraverso un processo di separazione fisica dell’inquinante.

Un impianto con potenzialità pari a circa 260 mila tonnellate l’anno di terre contaminate da metalli e idrocarburi da ripulire per ricondurre a valori di contaminazione compatibili per il riutilizzo (200 tonnellate l’ora per 6 ore al giorno per 220 giorni di lavorazione l’anno). Sappiamo che un progetto del genere prevede una Valutazione d iimpatto ambientale e una Autorizzazione integrata ambientale, in capo a Provincia di Varese e Regione Lombardia. Tuttavia il Comune di Uboldo avrà voce nel corso della Conferenza di servizi dove sarà chiamato ad esprimere un parere, positivo o negativo, sul progetto. Parere del quale gli enti superiori che assumeranno la decisione finale dovranno tenere conto.Per questo abbiamo chiesto al sindaco Lorenzo Guzzetti di presentare nel dettaglio il progetto con la presenza di tecnici della società – così come avvenuto nel caso del “Progetto ex Lazzaroni” – ai consiglieri comunali e ai cittadini al fine di fornire tutte le informazioni necessarie a valutare lo stesso; di istituire una apposita Commissione consiliare (composta da rappresentanti della maggioranza e della minoranza che potranno farsi affiancare da tecnici di fiducia) così come previsto dalla Statuto comunale e dal Regolamento per il funzionamento del consiglio comunale, che studi il progetto e che controlli che la sua realizzazione avvenga con tutte le garanzie previste; indicare quale sarò la posizione posizione dell’Amministrazione sul progetto in fase di Conferenza di servizi.

La realizzazione di un impianto per il recupero di rifiuti pericolosi, così è definito da Provincia di Varese e da Regione Lombardia, in Uboldo non può essere taciuta. I cittadini debbono essere informati e avere tutte le garanzie necessarie affinchè siano salvaguardate la salute dei cittadini stessi e l’ambiente. Il tutto in uno spirito di massima trasparenza, informazione e chiarezza, senza alcun pregiudizio a priori.

03052017

3 COMMENTI

  1. non esiste nessuna possibilità neanche teorica che un impianto di 260000 tonnellate l’anno di terre contaminate assicuri la “salvaguardia della salute dei cittadini e l’ambiente”
    partite male

  2. Un impianto del genere a 30 metri dalle abitazioni è pura follia. Ci volete tutti morti di cancro?

  3. il vostro atteggiamento è un po ambiguo
    secondo me voi dovete solo appurare se si tratta davvero di 260000 ton di terre contaminate l’anno
    se appurate questo se siete davvero rappresentanti del paese a quel punto non avete da andare avanti, dovete dire stop e basta
    voi per la fifa di sembrare “non di governo” avete sempre questa idea di trovare un compromesso ma che compromesso volete con 250.000 ton di roba pericolosa all’anno?

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