VARESOTTO – “Stefany ha tanti problemi di salute ma è in grado di capire ed è molto sveglia: si merita la possibilità di essere curata e accudita al meglio. Purtroppo io non ce la faccio più. Sono stremata e non so come far fronte a tutti i problemi”.

Sono le parole di Clarice Sousa 42enne residente a Venegono Inferiore che ieri mattina è salita sul cavalcavia di via Chiesa facendo scattare la mobilitazione delle forze dell’ordine. Quello della donna è stato un gesto disperato per chiedere aiuto per la propria famiglia per la propria figlia.

Tutto è iniziato il 2 novembre 2015 quando Stefany che allora aveva 8 anni è stata investita a Malnate da una macchina mentre attraversava la strada dietro il bus da cui era appena scesa mentre andava da un’amichetta. L’impatto è stato violento e per la piccola e la sua famiglia è iniziato un lungo calvario sul fronte medico e su quello della quotidianità.

La lunga permanenza all’ospedale, le tante operazioni e i problemi della vita quotidiana dalla casa di Malnate che va venduta perchè non adatta, all’auto che va cambiata alle tante necessità, dalle visite specialistiche alle carrozzine, che servono a Stefany con conquistare con fatica piccoli spazi di autonomia.

“Io non ho paura di lavorare e di lottare per mia figlia – ha detto Clarice – ma siamo allo stremo. Le difficoltà col lavoro del padre, le nuove visite che servono a Stefany, la nuova carrozzina non ce la facciamo davvero”. Accanto alla famiglia il comune di Venegono Inferiore: “Garantiamo il servizio di trasporto per la bimba ogni giorno a Malnate in modo che possa continuare ad andare a scuola coi suoi compagni – ha spiegato il sindaco Mattia  Premazzi sul posto con l’assessore Martino Incarbone – ma certo serve un aiuto decisamente più grande”. Da qui l’appello all’intera comunità: “C’è una casa da vendere, una carrozzina da acquistare e la necessità di alcune visite specilistiche speriamo che la comunità o qualche realtà possano venirci incontro per sostenere questa famiglia”.

11112018