SARONNO – Tranquillo e rilassato per tutta l’udienza un 40enne saronnese, finito alla sbarra per resistenza a pubblico ufficiale, ha dato in escandescenza non appena il giudice monocratico Piera Bossi ha finito la leggere la sentenza con cui lo condannava a 5 mesi di reclusione. Ha iniziato ad urlare chiedendo giustizia tanto da spingere il carabiniere presente in aula ad intervenire bloccandolo in attesa dell’arrivo dei colleghi di una pattuglia che l’hanno accompagnato in caserma. Attualmente la sua posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria che nelle prossime ore valuterà quali accuse muovere a suo carico.
L’uomo è finito davanti al giudice in merito a quanto accaduto il 21 ottobre 2010 quando, mentre era al lavoro, (prestava servizio come guardia giurata) era stato chiamato dalla compagna che stavano sfrattando insieme alla figlia da un appartamento alla periferia cittadina. Informato dell’azione in corso l’uomo è rientrato a casa mentre nell’appartamento si trovano gli agenti della polizia locale. Con un ingresso un po’ irruente il 40enne ha urtato gli agenti. Ben presto i toni sono saliti tanto che si è arrivati ad una colluttazione che si conclusa con l’uomo trasferito in comando in manette.
Durante la lettura della sentenza a scatenare la sua reazione potrebbe essere stata un’incomprensione: l’uomo potrebbe non avrebbe capito che il giudice gli ha concesso la sospensione della pena e la non menzione.