SARONNO – Durante la discussione delle osservazioni il gruppo consilire del Pdl ha sollevato il problema del rischio di una pioggia di ricorsi al Tar per le eccessive variazioni apportate al Pgt tra adozione e approvazione.

Ecco l’intervento di Elena Raimondi su questo tema

La legge urbanistica prevede lo strumento delle osservazioni al fine di consentire al cittadino di presentare sue proprie considerazioni in merito a scelte dell’Amministrazione che non ritenesse condivisibili. Peraltro nella stragrande maggioranza dei casi queste osservazioni riguardano situazioni puntuali di particolare interesse.

A Saronno possiamo dire che circa 400 persone hanno proposto osservazione e circa 39.000 persone hanno ritenuto di non proporre osservazioni.

E’ evidente che qualora l’accoglimento di osservazioni dovesse portare alla riduzione di parametri che erano previsti nel PGT adottato, il singolo cittadino che si sentisse penalizzato da questa scelta avrebbe diritto di proporre una propria osservazione: questo è il sistema che la legge prevede per consentire il confronto tra amministrazione civica e cittadino.

Ma la procedura di approvazione di un PGT prevede che le osservazioni possano essere formulate solo in fase di adozione e non in fase di approvazione. A questo punto, al fine di poter esprimere le proprie considerazioni, il cittadino avrebbe come unica possibilità il ricorso al TAR.

Questo principio che stiamo esponendo è di assoluta importanza: l’Amministrazione di centro sinistra che governa la città sta proponendo, in fase di approvazione, un Piano assolutamente diverso da quello adottato. Una delle caratteristiche principali che determinano tutta una serie di considerazioni in merito alla vivibilità della città, è la quantificazione delle possibilità insediative che prevede il Piano. Cambiare queste previsioni significa cambiare il Piano.

Cosa rischia questa amministrazione? Che il cittadino che non avrà potuto presentare una osservazione al nuovo regime urbanistico proposto in sede di approvazione di PGT, diverso da quello oggetto di adozione, potrà fare ricorso al TAR. E se i ricorsi fossero numericamente significativi e interessanti gran parte del territorio, il TAR potrebbe, in via cautelativa, sospendere la validità del PGT.

E se così fosse, considerando i tempi ordinari della giustizia amministrativa, questo PGT potrebbe rimanere bloccato oltre il mese di dicembre 2013, periodo oltre il quale, in base alle ultime disposizioni urbanistiche regionali, tutta l’attività edilizia sul territorio rimarrebbe bloccata. Ma se si andasse oltre il mese di dicembre 2013, questa Amministrazione non avrebbe più titolo morale per gestire un PGT . E questo credo, se accadesse, sarebbe l’epilogo di questa amministrazione.

Questi sono i fatti e le eventuali conseguenze.

Sta all’amministrazione decidere se procedere alla riduzione delle capacità insediative previste dal PGT adottato, con il rischio di sottostare alle procedure giudiziarie di cui sopra, con le relative conseguenze, oppure di decidere di respingere tutte le osservazioni finalizzate a queste riduzioni avendo il coraggio di sostenere le idee, le proprie idee, quelle che ha maturato questa maggioranza e che hanno portato all’adozione del Piano.

Certo è che comunque decida, questa amministrazione non ne esce bene: da un lato, se decidesse di accogliere le riduzioni varie proposte da qualche osservazione, dimostrerebbe che è una amministrazione dalle idee un po’ confuse. Ha impiegato due anni e mezzo per arrivare all’adozione di un PGT e nell’arco di sei mesi decide di cambiare una delle scelte qualificanti il PGT stesso, quella della capacità insediativa. Scarsa chiarezza di idee, e scarsa affidabilità conseguente.

Se decidesse invece di mantenere fede alle decisioni assunte in sede di adozione, si troverebbe contro tutte le associazioni alle quali ha voluto dare spazio prorogando in modo assolutamente inusuale il tempo di ricezione delle osservazioni, che invece contestano le decisioni assunte in sede di adozione.

Un bel dilemma per questa amministrazione, che continua a dimostrare di avere poche idee, ma anche molto confuse.  

14052013

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