ex macello graffitiSARONNO – Con una lunga nota sul profilo Facebook “Comitato autorganizzato saronnesi senza casa” gli abitanti della casa di via Don Monza 18 (stabile di proprietà comunale occupato da un anno) fanno il punto della situazione sulla prospettiva di un’imminente sgombero e sui prossimi passi dell’Amministrazione.

“Nelle ultime 2 settimane gli eventi riguardanti la casa occupata di Via Don Monza 18 a Saronno, hanno subito una rapida evoluzione. Dopo un tentativo fallito di togliere l’acqua all’ex macello avvenuto all’inizio della scorsa settimana, gli operai si sono fatti rivedere venerdì 15 all’alba, con carabinieri e agenti della locale al seguito, per completare l’opera“.

Segue una lettura degli occupanti delle scelte dell’Amministrazione:”Nella mente del sindaco e della giunta l’idea di privare gli occupanti dell’acqua va probabilmente nella direzione di combattere una guerra di logoramento, nella speranza che siano gli occupanti stessi ad andarsene e riuscendo così ad evitare uno sgombero “violento”, che sicuramente porterebbe loro più grane che altro, sia a livello mediatico che a livello di gestione dell’ordine pubblico. La considerazione da fare per quanto riguarda il piano mediatico e del consenso (che, si sa, ogni giunta o governo vorrebbe dalla sua) è sicuramente che (ahi loro) la giunta Porro non è stata in grado fino alla fine di non rispondere alle basse e banali provocazioni mosse da personaggi come Silighini e Comi. D’altro canto non è che la giunta in questi mesi di silenzio non si sia mossa per cercare di porre fine all’occupazione dello stabile pubblico che abitiamo da più di un anno“.

Così i ragazzi riassumono quanto fatto nell’ultimo anno da quando è iniziata l’occupazione dello stabile comunale: “La giunta Porro, fin dall’inizio dell’occupazione, ha dichiarato che l’ex occupazione ex macello (3)macello (inutilizzato e in degrado da 7 anni) avrebbe avuto uno utilizzo pubblico, sarebbe cioè dovuto tornare in possesso dell’amministrazione per diventare sede del progetto Bruchi; dal primo giorno di occupazione l’obiettivo è stato dunque quello di trovare i fondi per far partire il progetto e legittimare così lo sgombero. L’idea è stata così orchestrata: due associazioni comunali (i Bruchi e le Farfalle) sono state spostate dalle proprie sedi di via Roma, che sono state messe all’asta dal Comune; dalla vendita di questi appartamenti si dovrebbero recuperare così i fondi per la ristrutturazione dell’ex macello e si potrebbe così dare il via allo sgombero. Purtroppo per loro, una prima asta pubblica è andata deserta” Ma gli abitanti non si fermano alle dichiarazioni ufficiali e sono andati oltre:”Non poteva di certo finire così: è di pochi giorni fa, appunto, la notizia che si sia fatto avanti un nuovo acquirente.
La sorpresa vuole che questo acquirente sarebbe la Saronno Servizi, una spa gestita in maggior quota dal Comune di Saronno. Verrà quindi indetta una seconda asta pubblica per giustificare legalmente il passaggio di proprietà degli immobili dal comune di Saronno alla Saronno Servizi. E’ evidente come la giunta, messa in difficoltà dalla mancata partecipazione all’asta, si sia mossa per cercare un possibile acquirente per gli appartamenti e, non essendoci riuscita, ha deciso di andare a colpo sicuro proponendo l’acquisto a una controllata del Comune, la Saronno Servizi appunto, imbastendo un’ulteriore asta pubblica”.

occupazione ex macello (2)Durissimo il commento degli occupanti:”Ci pare evidente che la necessità di districarsi nel ginepraio in cui si trova a causa dell’occupazione ha condotto a una folle corsa alla compra-vendita di stabili pubblici e a una manovra di raccimolo fondi. Tutto ciò per legittimare lo sgombero a scopi elettorali e d’immagine.
Non ci resta che far notare ancora una volta come edifici, anche pubblici, lasciati a marcire per anni diventino oro (a dir dei proprietari, privati o pubblici che siano) non appena un singolo o un gruppo decida di occuparlo per soddisfare la propria esigenza abitativa. Come dire che il problema delle case vuote e sfitte, il problema degli affitti troppo alti, dei mutui che salassano, della speculazione edilizia siano riconosciuti all’ordine del giorno solo nel momento in cui le persone smettono di elemosinare alle istituzioni e decidono che il problema se lo risolvono da sé“.

25112013

9 Commenti

  1. certo che per essere dei poveretti senza dimora sono molto ben informati di quanto accade nella stanza dei bottoni e soprattutto sono ben ricchi di superflua tecnologia informatica.

  2. non credo proprio che ci voglia “superflua tecnologia informatica” per conoscere queste cose: la domanda vera, una volta sgomberato che se ne fa??? un ennesimo buco nero, una privatizzazione all’italiana o cosa??? qualcuno fa una proposta seria ?? (a parte l’abbattimento, ma poi per fare che dell’area??)

    • mi pare anche se potrei sbagliarmi che ADSL e Facebook siano dei beni superflui, diciamo non di prima necessità come potrebbero essere acqua e cibo. Potrei paragonare Facebook ad una sigaretta? Per accedere a Facebook servono soldi (un telefono o un pc o un tablet ed una connessione alla Rete).
      Suggerisco a chi si proclama impossibilitato ad avere una casa che al giorno d’oggi ci sono anche affitti calmierati e concordati, basta informarsi presso l’amministrazione o i servizi sociali.
      E per pagare l’affitto bisogna magari fare sacrifici: primo niente sigarette e Facebook.

  3. La casa è di chi l’abita!? La casa è di chi la costruisce o di chi la compra, ci mancherebbe. Con i sacrificidui una vita. Forza ragazzi datevi da fare. CHI SEMINA RACCOGLIE!!! Buon lavoro.

  4. dai ma che cosa ve ne frega a voi di chi compra l’immobile di via roma? siete abusivi e per tanto non avete diritto di parola

  5. Questa realtà palesata dagli occupanti è francamente assurda!
    A prescindere che io non condivida l’illegalità commessa nell’occupare lo stabile comunale, in questo caso, se quanto descritto corrispondesse al vero, il rimedio sarebbe peggiore del male stesso!
    La società per azioni della quale il comune di Saronno detiene la quota pressoché totale interverrebbe per acquistare degli immobili per i quali il bando è andato deserto?
    Perdonatemi ma che razza di giro del fumo avremmo davanti?
    Soprattutto andrebbe ad accendere un mutuo ad una società che, a conti fatti, ha un utile di poche migliaia di euro all’anno?
    E chi andrà ad appianare i debiti di bilancio della Saronno Servizi causati da questo inutile e capzioso gesto?
    Il comune stesso?

    Io spero che sia solo una boutade degli attivisti, altrimenti davanti a noi si paleserà l’ennesima dimostrazione,da parte di questa amministrazione, della totale incapacità di gestire la cosa pubblica!

  6. Sul gruppo di fb di Attac Saronno, nell’ambito di un dibattito in bacheca, in data 18 novembre, il consigliere simone galli e il rappresentante di sel dario liotta…sono abbastanza espliciti in merito. Galli, in altri dibattiti pubblici, aggiunge che la saronno servizi, lasciando villa gianetti, priverà dell’introito affitto la stessa villa e quindi il comune di saronno…

  7. ghino di punta lei sa che così facendo SS avrebbe risparmi gestionali a tendere? mica occupa gratis l’attuale sede…….

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