SARONNO – Ridare vita ad una zona “necrotica” di Saronno creando una sorta di centro commerciale diffuso grazie alla collaborazione tra Regione, Comune, associazioni di categoria. E’ questo l’ambiziosa sfida che l’Amministrazione comunale si pote con il bando “[email protected]”.
Ieri mattina il progetto è stato presentato dall’assessore al Commercio Francesco Banfi con i delegati delle associazioni di categoria Ascom, Confartigianato e Confesercenti: “L’obiettivo è la riqualificazione e valorizzazione, tramite la creazione di un centro commerciale diffuso, della zona di vicolo del Caldo che si presenta con diversi punti d’accesso delle vie dello shopping cittadino, ossia il triangolo corso Italia, via San Giuseppe e via San Cristoforo”. In sostanza si tratta di ripensare agli spazi pubblici e privati specializzando e valorizzando l’offerta commerciale.

GLI STEP
“Si partirà con un censimento degli spazi inutilizzati della zona e la successiva presentazione tramite open day ed altre attività”. Grazie al contributo di una cabina di regia si fornirà supporto a chi deciderà di investire: sono previste agevolazioni sugli affitti e fiscali. Ci sarà una particolare cura nella scelta delle attività anche sfruttando le possibilità di creare temporary store.
UN TEST DA REPLICARE
Ad eseguire la regia dello [email protected] sarà il Duc, distretto urbano del commercio. “Un modo – rimarca Banfi – anche per sperimentare buone pratiche di progettazione da replicare”.
I FONDI E LA RIQUALIFICAZIONE
Entrando nel concreto la Regione metterà a disposizione del progetto 100 mila euro, il Comune 50 mila e altrettanti i privati. Essenziali per la buona riuscita del progetto anche gli interventi di riqualificazione che riguarderanno interventi struttuali di ripristino dei locali ma anche miglioramenti delle aree attigue ad uso pubblico con lavori relativi a portici, gallerie, illuminazione, decoro e sicurezza “magari anche puntando a realizzare qualcosa di bello che faccia da catalizzatore delle presenze”.
EVENTI ED INIZIATIVE
Proprio per rilanciare la zona e renderla attrattiva è prevista anche la realizzione di eventi e un focus sulle attività dei ragazzi del centro estivo comunale.
IL PLAUSO DEL SINDACO
Un plauso per il progetto e il bando è arrivato anche dal sindaco Alessandro Fagioli: “Sono particolarmente contento perchè ci consente di agire su una zona della città vittima del degrado dove abbiamo già attuato degli interventi con la creazione di nuovi orari di accesso alla ztl ed investimenti sul fronte della sicurezza. Insomma non è un intervento a spot ma qualcosa che si integra con altre attività”.

IL PROGETTO IN DODICI PUNTI

16 Commenti

  1. Il censimento degli spazi inutilizzati è il più semplice….è tutto vuoto.
    Il risveglio primaverile ormai tardivo di Ascom Confesercenti e compagnia bella è dato dal fatto che i prossimi a chiudere rischiano di essere proprio loro.

  2. ennesimo fallimento annunciato….tra l’altro si drenano risorse pubbliche a favore di privati. Siamo alla follia

  3. l’importante è fare uscire dal degrado la cittadina, unico esempio nel circondario di tale stato, quindi qualsiasi cosa è meglio di niente. Dare più spazio ai bambini in quella zona richiama famiglie e toglie presenze incomode e degradanti per la zona e per tutti.

  4. Ma perchè non investire i soldi pubblici e Comunali per una Galleria Commerciale. Una delle tante aree dismesse vicina al centro potrebbe andare benissimo.
    I Centri Commerciali privati fanno concorrenza a Saronno, offrono parcheggi, gallerie ampie e riscaldate utilizzate anche per manifestazioni invernali (al caldo) ed estive (al fresco). Fare squadra con i negozi saronnesi e creare una galleria con soldi privati (o mutuo comunale), con terreni da aree dismesse, con facilitazioni per permessi, pratiche burocratiche ed oneri di urbanizzazione da parte del comune.
    Ad esempio l’area ex Cemsa fra via Milano e via Varese.
    C’è gia un parcheggio sotterraneo, se ne faccia un altro, è vicina al centro, alla stazione ferroviaria e da via Varese facilmente accessibile al traffico veicolare.
    Questi del “centro commerciale all’aperto” (freddo d’inverno e caldissimo d’estate) sembrano tutti piccoli paliativi per evitare l’inevitabile e restare legati ad una cultura dei piccoli negozi familiari che ormai è in decadenza, esclusi bravissimi artigiani.

    • Se vai a Serravalle hanno ricreato un paese in miniatura con tanto di case finte al secondo piano dei negozi. Anziché creare nuovi centri commerciali meglio valorizzare qualcosa di autentico dove tutti viviamo.

      • Non c’è bisogno di andare fino a Serravalle, Saronno era famosa per il commercio e mercato perchè centro nevralgico del Nord Milanese. Crocevia di strade e ferrovia al centro fra Milano, Varese e Como.
        Ora “il Centro” attira tutti quelli che venivano a Saronno a fare spese ed anche molti Saronnesi Doc, peccato che si trovi ad Arese. E Saronno muore buttando i soldi per salvare i negozi del centro ormai Islamizzato sia come abitanti delle corti che come negozi, vedere piazza de Gasperi. Privo di parcheggi e bello solo per fare una “vasca” a primavera col sole.
        Non ci vuole un genio per capirlo, o si cambia o si muore.

  5. banfi quando ne combinerà una giusta? il plauso del sindaco era obbligatorio banfi sta solo facendo quello che i leghisti comandano lui con le idee è a zero

  6. non rinascerá mai se non lo si ripulisce a dovere di cose e persone.

  7. Quindi, ricapitolando, l’amministrazione leguminosa vuole investire 400 k per favorire iniziative in periferia in una presunta Area Feste…e poi attiva risorse (50 k) per sostenere progetti in centro. Quindi in termini di risorse la valorizzazione del centro (considerando anche i 100 k della Regione) rispetto alla periferia vale circa 1/3. In periferia però ci vai solo se e quando qualcuno decide di organizzare qualcosa (ma investi di più)..in centro il flusso di persone è maggiore, ma investi di meno. Grandioso..

  8. 50.000 euro dei cittadini di Saronno +
    100.000 euro dei cittadini Lombardi = 150.000 euro

    soldi pubblici spesi in favore dei privati (ricchi), che hanno investito in modo sbagliato, credendo ad una delle peggiori speculazioni edilizie avvenute nel centro storico della nostra città, che con il tempo ha dimostrato di essere fallimentare.

    Ora, ammesso che il “vernissage” funzioni, (ne dubito), perché dobbiamo spendere soldi pubblici in favore di chi ha prima devastato il centro e poi ha pianto miseria perché non è riuscito a vendere l’investimento sbagliato?

    • E quindi teniamoci la città così senza cercare di cambiare nulla.
      Giusto ragionamento.

  9. Bhe spero che i fondi vengano ben gestiti, anche se penso che dovrebbero aiutare i negozi aperti a non chiudere ulteriormente. Per esempio l amministrazione non è mai intervenuta contro i telos, facendoli sfilare il sabato, in cui i commercianti dovrebbero lavorare di più. Parliamo dei negozi con marchi noti che hanno chiuso in corso Italia?

  10. Velleitario e fuori dal tempo, il centro commerciale diffuso c’è già e lo si trova online

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