UBOLDO – Uboldo scopre la necessità di “coltivare talenti”. E lo fa attraverso un bando, emesso nei giorni scorsi dal Comune, per la manifestazione di interesse per l’assegnazione in concessione l’aula polifunzionale per la creazione della “Casa dei talenti”. Dunque, il Comune di Uboldo intende trovare qualcuno – o meglio qualche associazione iscritta all’albo comunale delle associazioni – che possa fare dell’aula polifunzionale “un polo attrattore capace di richiamare ragazzi, giovani e adulti desiderosi di sviluppare un interesse personale nel mondo associativo e dilettantistico”.

Per la lista civica di opposizione Per Uboldo rappresentata in consiglio comunale da Alessandro Colombo è una “bella idea quella di fare diventare, o meglio di restituire a quel luogo, visto che era una scuola, la funzione di “polo educativo e formativo”. Ma ci chiediamo se per fare ciò sia proprio necessario esternalizzare la gestione della struttura”.

Prosegue Colombo

Come avevamo già detto un anno e mezzo fa riteniamo che la progettazione della “Casa dei talenti” all’interno dell’aula polifunzionale debba necessariamente partire dalla riqualificazione della biblioteca civica. Di più, riteniamo che la biblioteca stessa possa diventare la “Casa dei talenti”. D’altra parte il “talento” altro non è che una abilità, una energia creativa, un patrimonio alla portata di tutti che va coltivata. E quale luogo migliore per coltivare il talento se non una biblioteca, luogo di sapere e conoscenza? Allora si parta dalla biblioteca civica per costruire la “Casa dei talenti” dove la cultura e il sapere vadano di pari passo con il “talento”.

Certo la biblioteca civica, che ricordiamo porta il nome dello scrittore Gianni Rodari, va ripensata completamente in chiave moderna. Non più come la classica biblioteca dove uno va solo a cercare un libro, bensì come un luogo aperto di pubblica lettura in cui dedicare grande spazio allo scambio e all’incontro delle idee. Una biblioteca pensata come una “public library” dove l’utente è messo in grado di entrare e cercare quello che vuole; una struttura utile a lettori di tutte le età: bambini, studenti, genitori, adulti e anziani; un vero e proprio centro culturale e di aggregazione capace di unire e di attrarre tutto il paese.

Una biblioteca dove sia bello andarci e passarci del tempo. Per fare ciò è necessario ampliare gli spazi della biblioteca, oggi troppo angusti. E per prima cosa è necessario creare almeno un’aula studio; uno spazio dove i ragazzi – ma non solo – possano trascorrere il tempo studiando o leggendo. Senza dover per forza di cose andare alla biblioteca di Saronno. Sarebbe un primo passo per permettere ai nostri ragazzi di apprezzare il paese e non evadere alla ricerca di servizi esterni.

02062017