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Nuova sede Guardia medica: l’amarezza di Cri per l’esonero dall’accompagnamento

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SARONNO – Sono parole amare quelle del presidente del comitato cittadino della Croce Rossa Stefano Galli quando parla del trasloco dell’ex Guardia Medica ora continuità assistenziale dalla sede storica di via Cesati a quella nuova all’interno dell’ospedale a partire dal prossimo 2 luglio. Una nuova location che prevede un esonero di Croce Rossa dall’accompagnamento.

“Ho avuto la fortuna – esordisce Galli – di esserci quando 50 anni fa Franco Caspani, allora consigliere di Croce Rossa, inventava, primo in Italia, il servizio di Guardia Medica oggi chiamata Continuità Assistenziale, da quel giorno non è cambiato mai nulla. Ogni giorno e ogni notte un volontario di Croce Rossa ha affiancato un medico incaricato accompagnandolo dai pazienti bisognosi. Ci sono centodieci volontari dediti a questo servizio sempre presenti sempre disponibili. Lunedì 2 luglio avrò, purtroppo, la sfortuna di prendere atto che questo servizio sarà gestito direttamente dall’Asst Valle Olona esonerando la Croce Rossa dall’accompagnamento”.

E continua: “Laconici sono stati i ringraziamenti, sia da parte di Ats che di Asst, per l’attività sin qui svolta da Croce Rossa nessuna telefonata, nessun incontro, solo lettere che annunciavano prima che il servizio sarebbe terminato. Oggi probabilmente si usa così i rapporti interpersonali non esistono più, si usano i media per comunicare decisioni che incideranno sui servizi alla persona in modo determinante, si usano i social per diffondere notizie, ma ci si dimentica dei rapporti umani e interpersonali”.

“Noi Croce Rossa – conclude – quotidianamente, senza mai entrare nel merito delle decisioni politiche, abbiamo lavorato con l’esempio concreto della salvaguardia dei diritti umani sempre in prima linea per i più deboli, i più vulnerabili, non curandoci delle varie mancate scadenze dettate dai politici, ma sempre pronti a servire i bisognosi, non abbiamo interrotto il servizio, anche se nessuno ci ha mai comunicato ufficialmente che le scadenze erano state procrastinate”.

30062018

8 Commenti

  1. Spiace leggere il de profundis di questo servizio sociale ma è ancora più demoralizzante notare il modo asettico con cui è stato liquidato il valore assistenziale prestato volontariamente da tutte quelle persone che si sono prestate negli anni a rendere umano un rapporto di civile convivenza. L’unica colpa che ritengo debba essere addebitata alla collettività è quella di aver spogliato il rapporto interpersonale oscurandone le regole della buona educazione. Un’eredità dissipata dalla evidente superficialità delle nuove generazioni sempre più condizionate dalla spirale tecnologica

    • ma ordine di che cosa?
      Lei forse crede ancora alla fata turchina ovvero la fatto che i codici bianchi del pronto soccorso verranno dirottati alla guardia medica?
      La cosa è impossibile il pronto soccorso se prende in carico un paziente lo deve dimettere e per dimetterlo lo deve far vistare.
      I saronnesi ritenuti in codice bianco in fase di trage si sentiranno dire: caro signore se vuole aspettare in un’attesa infinita si faccia registrare, altrimenti giri l’angolo e si rivolga alla guardia medica così otterremmo 2 risultati 2 sale d’attesa piene con qualche paziente che tornerà inevitabilmente in PS.
      Questo è l’ordine?
      Da ultimo le consiglierei di vedere “L’accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale ai sensi dell’art 8 del Decreto Legislativo 502/92 capo III” punti 1 – 2 – 5
      forse le sarà più chiaro ciò che si sta facendo

  2. Che tristezza! I volontari della Croce Rossa sono sempre stati storicamente presenti sul territorio saronnese. Liquidarli cosi’ equivale quanto meno a mancanza di riconoscenza e di quel minimo di correttezza che sta alla base dei rapporti interpersonali. Alla faccia dell’eccellenza della sanita’ lombarda di marchio leghista.

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