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Sagra di Sant’Antonio, la ricetta di Silighini per renderla a misura d’animali

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SARONNO – “Premetto di essere fermamente convinto che urlare in strada e lanciare carta igienica non sia utile alla causa animalista, ma al contrario possa fare spostare l’attenzione sui “manifestanti cattivi” e non sul centro del problema. Amo le tradizioni,la storia, ma amo anche i nostri fratelli animali”. Inizia così un comunicato a firma di Luciano Silighini Garagnani del movimento “L’Italia che verrà”, sulla recente festa di Sant’Antonio a Saronno. Silighini è stato presente tutti giorni.

“Credo – dice l’ex candidato sindaco – che nella querelle recente sulla sagra di Sant’Antonio si possa arrivare a una soluzione senza bisogno di estremizzare animi, castrare una tradizione ma nemmeno umiliare gli animali. Mi auguro, e mi metto a disposizione degli organizzatori, che l’edizione 2020 possa avere al centro il rapporto che lega dall’origine della Terra l’uomo all’animale salvaguardando il più possibile questi esseri viventi spesso indifesi. Vedere piccoli coniglietti accatastati gli uni sugli altri come anche il pollame o gli agnellini, senza parlare della mucca e gli animali da soma stretti in recinti piccolissimi mi auguro resti un brutto ricordo. C’è un prato immenso dove viene acceso il fuoco la notte conclusiva. Il Comune lo metta a disposizione degli animali dove possano essere più liberi e respirare seppur recintati. Credo anche che una bellissima parata con gli abiti d’epoca non abbia bisogno di animali a seguito visto che non avveniva certo questo nelle epoche rappresentate. Più che gli animali per le vie si vedevano uomini in catene nei secoli passati ma non mi sembra di averne visti in giro in questa parata e non credo qualcuno li voglia vedere. E allora perché portare in giro per le strade povere bestie? Si può evitare e chi le vuole omaggiare potrà recarsi nei pressi della fiera. Sono questi gli accorgimenti che renderebbero tutto più bello e omaggerebbero realmente il Santo che tanto amava i nostri fratelli animali. Tutto questo rientra in un doveroso rivedere le leggi attuali circa gli allevamenti,veri lager che mi hanno fatto passare da anni la voglia di mangiare carne,e la caccia che mi vede da sempre profondamente contrario. Spero che Saronno,proprio da una sua tradizione antica di reverenza verso Sant’Antonio parta un gesto che varrebbe molto”.

20012019

6 Commenti

  1. Signore slighini i ns bisnonni contadini la carne la mangiavano a Pasqua e Natale. Nei giorni restanti erano vegetariani per necessità
    Questo è il futuro della decrescita felice
    Saluti

  2. Ma cosa ne vuol sapere il tuttologo silighini di come era la vita a Saronno nei secoli passati. Saronno era contadina e per le strade sfilavano i carri trainati dai cavalli. C era il mercato boario dove venivano portati gli animali per venderli. Nella piazzetta detta della vedovela si vendevano i polli. A Saronno non sono mai sfilati uomini in catene. Quindi silighini taci che è meglio. Del tuo apporto ne facciamo a meno

  3. A Saronno ci sono politici in gamba, la speranza è viva. Bravo Silighini, ce ne fossero uomini come lei. Basta Animali usati come oggetti.

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