CARONNO PERTUSELLA – Dopo gli arresti che erano stati compiuti a Caronno Pertusella il 5 febbraio scorso durante una “spettacolare” operazione dei carabinieri delle Compagnie di Saronno e Lodi, il comando provinciale lodigiano nelle scorse ore ha tracciato un bilancio ora conclusivo di quella inchiesta, che ha consentito di definire e chiarire l’attività della banda e mettere a fuoco la loro responsabilità in quattro diversi episodi, altri tre oltre a quello caronnese. E dare esecuzione, oggi alle prime luci dell’alba, ad una serie di ordinanze di custodia cautelare, emesse dal giudice per le indagini preliminari del, Tribunale di Lodi, nei confronti di nove persone (di cui due donne), tutte gravemente indiziate, a vario titolo, di una serie di rapine in banca.

Quattro delle cinque persone destinatarie dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere si trovavano a Palermo ed erano già sottoposte ad obblighi (tre agli arresti domiciliari ed una in carcere) per reati della stessa specie. La complessa attività investigativa era stata avviata nel gennaio scorso, a seguito di una rapina alla filiale di Graffignana (Lodi) della Bcc Laudense. L’inchiesta ha consentito di ricostruire l’organigramma dell’associazione per delinquere; accertare la responsabilità in quattro eventi: il 26 ottobre 2018 la rapina alla filiale di Cesano Maderno del Monte dei Paschi di Siena; il 30 novembre 2018 rapina alla filiale di Senna Lodigiana (Lodi) della Bpm. Poi la rapina del 8 gennaio 2019 alla filiale di Graffignana che aveva innescato questa indagine; e infine l’episodio del 5 febbraio 2019, la tentata rapina alla filiale di Caronno Pertusella del Credit agricole di viale 5 giornate.

Le indagini, consistite in attività tecniche, pedinamenti e raccolta di testimonianze, hanno permesso di ricostruire anche le fasi preparatorie delle rapine in cui ogni componente del sodalizio criminale aveva i suoi compiti specifici, chi studiava l’itinerario in modo da evitare od eludere le telecamere di sorveglianza e chi aveva il compito di effettuare un sopralluogo sull’obiettivo da colpire. Veniva garantito anche la disponibilità di un’abitazione a San Colombano al Lambro dove chi doveva “operare”, trovava un luogo ove appoggiarsi ed utilizzato per cambiarsi gli indumenti dopo la rapina. Nelle rapine è stata complessivamente asportata la somma in contanti di circa 135 mila euro. Per cinque di loro c’era già stato il fermo in occasione della tentata rapina a Caronno.

17102019

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