SARONNO – C’era Roberta Tagliasacchi direttore del presidio ospedaliero di Saronno con diversi medici, come Stefano Rossi responsabile della struttura complessa di Ortopedia ed molti infermieri ieri alle 18 alla messa dedicata dalla comunità pastorale al personale dell’ospedale di piazzale Borella. L’occasione è stata la ricorrenza di S. Antonio da Padova, patrono dell’ospedale di Saronno

A celebrare la messa, che ha rispettato tutti i requisiti in materia anticovid, il prevosto monsignor Armando Cattaneo e il cappellano don Vincenzo Bosisio. Una celebrazione molto intensa visto che ricorreva anche il Corpus Domini. Al termine della messa non è mancato un momento di adorazione ispirato proprio dalle parole del cappellano che ha ricordato il proprio impegno e le difficili giornata all’interno del presidio alla prese con il coronavirus.

“Il corpo e il sangue di Cristo più veri in questo periodo – ha detto il prevosto durante l’omelia a due voci con il cappellano – sono stati proprio i malati specie se da coronavirus. Ogni letto una croce, ogni medico ogni infermiere un sacerdote. Niente rituale tutta vita vissuta. Gesù sulla croce è morto di asfissia come i malati di coronavirus e come loro è morto solo”.

14062020

1 commento

  1. Morto per asfissia? E poi teologicamente parlando la sofferenza in se stessa non trasforma il tuo corpo come fosse un ostia consacrata

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