CERIANO LAGHETTO – Dal 20 ottobre scorso l’Amministrazione comunale di Ceriano Laghetto attende un pronunciamento di Prefettura e Ufficio scolastico provinciale sull’iniziativa dell’Istituto comprensivo “Cesare Battisti” di trasferire otto classi della scuola secondaria dal plesso “Aldo Moro” di Ceriano Laghetto al plesso “Dino Buzzati” di Cogliate. Si tratta di una decisione presa dall’Istituto comprensivo con la contrarietà manifestata e argomentata dal Comune di Ceriano Laghetto e con la richiesta esplicita da parte del sindaco di Cogliate di un “supplemento di indagine” poiché “dati riportati quale base di calcolo (cioè le effettive dimensioni e strutturazione degli ambienti) paiono difformi dal reale”.

Nella relazione sulla vicenda, che sta creando indubbi disagi a numerose famiglie cerianesi, il Comune scrive a Prefetto e Ufficio scolastico territoriale, che “l’Istituto Cesare Battisti si è spinto ad un’autodeterminazione unilaterale, senza peraltro addurre contingenti ragioni peculiari derivanti da esigenze di carattere didattico (e nemmeno sussistono, lo si dice per inciso, provvedimenti dell’autorità sanitaria che giustifichino il provvedimento di distaccamento qui in analisi)”. Al di là delle modalità con cui si è giunti alla situazione attuale, viene evidenziato che “l’istituto scolastico ha preso a riferimento parametri quantitativi e dimensionali “non conferenti (ad es. indice di funzionalità didattica)” e “applicati erroneamente (senza aver prima effettuato rilevazione effettiva)”. Per questo motivo, l’Amministrazione comunale di Ceriano Laghetto ha ritenuto di mettere a conoscenza dei fatti le autorità superiori con la richiesta di un intervento per il ritiro del provvedimento di distaccamento e in ogni caso “la urgente verifica della capacità ricettiva degli spazi presso il plesso scolastico a Cogliate”. “Come Comune sosteniamo, supportati da strumenti tecnici aggiornati e verificati anche con misurazioni effettive sul posto, l’idoneità del plesso scolastico Aldo Moro ad ospitare tutte le classi della scuola secondaria di primo grado, nel rispetto delle normative di prevenzione anti-Covid” -spiega il sindaco Roberto Crippa. “Oggi siamo fortemente preoccupati per una decisione presa che, oltre a creare forti disagi a molte famiglie cerianesi e un impegno economico importante per la comunità cerianese, stando ai riscontri tecnici puntuali a disposizione anche dello stesso Istituto, non garantirebbe un equivalente livello di rispondenza alle normative di prevenzione anti-Covid”.

(Foto d’archivio: ROberto Crippa, sindaco di Ceriano Laghetto)

05112020

6 Commenti

  1. Con quale faccia tosta ora ci si lamenta, dopo che per tutta l’estate l’amministrazione comunale di Ceriano non ha fatto nulla per poter iniziare la scuola in sicurezza. Le uniche cose fatte sono state una serie di layout cartacei per far vedere che si sono mossi. L’assessore all istruzione quello che parlava delle scuole cerianesi come un fiore all’occhiello era irreperibile, mentre il Segretario locale della lega, in contrasto con lui, parlava delle classi di Ceriano di “classi pollaio”. Ora questa lettera al Prefetto oltre a richiedere la consulenza a pagamento di un avvocato non si sa bene per difendere cosa.

  2. Se facevi qualcosa durante l’estate invece di occuparti del rinnovato campo sportivo ora inutilizzato, è del rifacimento della rosa canina, ora i ragazzi probabilmente erano a scuola a Ceriano.
    È inutile piangere sul latte versato.

  3. Il comune di CERIANO si è disinteressato completamente, solo dopo ferragosto, su pressione dei genitori e altri, ha fatto finta di interessarsi con l’ emissione dei vari progettini. Nella pratica ha sempre ostacolato i gesti propositivi della direzione scolastica, per esempio io ho appreso che l’ anno scorso era esplosa la caldaia della scuola, ma poi era stato tutto a tacere. Una gestione dei problemi molto responsabile.

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