SARONNO – Non solo la scoperta della “vera” casa di Giuditta Pasta, ma anche la nascita di un’associazione per valorizzare il percorso museale e la figura della “divina” sono questi i focus dell’intervista che Andrea Germi, il curatore del percorso museale dedicato alla diva saronnese, ha rilasciato a IlSaronno.

Un lavoro di ricerca profonda, in particolare tra le carte dell’archivio Zerbi, archivio feudale che copre gli anni dall’epoca viscontea al Novecento. Ed tra queste carte avviene la scoperta: Carlo Antonio Negri, il padre della cantante saronnese, si sarebbe trasferito da Lomazzo a Saronno e avrebbe vissuto, tra il 1795 e il 1797, anno in cui è nata la figlioletta, in affitto in una dimora ad oggi non più esistente, nell’attuale piazza della Riconoscenza.
“Pare singolare – evidenzia Andrea Germi – che la statua della Riconoscenza guardi esattamente nella direzione in cui esisteva la casa in cui Giuditta Pasta è nata”.

Proprio in questi tempi di ricerca e di scoperta, nasce una nuova associazione con l’intento del comitato scientifico che ha studiato la diva saronnese e ne ha curato il percorso musicale, di valorizzare la figura di Giuditta Pasta e raccontarla.
“Accanto a noi del comitato scientifico – spiega Andrea Germi – si sono già raccolte una quindicina di guide che vorrei, sin da subito, ringraziare. Sono persone che hanno deciso di prestare il loro tempo per organizzare delle visite guidate”. “L’associazione Cantastorie – prosegue – vuole dare l’idea di raccontare una storia e cercare di portare il visitatore all’interno delle vicende dell’epoca”.

Ma l’associazione ha anche altri scopi, oltre al raccontare la storia di Giuditta Pasta: si parla soprattutto della tutela e la cura delle opere, anche in termini di restauro e manutenzione.
“L’associazione si chiama ‘Cantastorie: Pasta diva’. Il sottotitolo doveva essere il nome del percorso museale. Lo avevamo scelto perché ‘Casta diva’ è il nome di quell’aria che è stata scritta proprio per Giuditta Pasta da Bellini. Purtroppo il titolo non è piaciuto, ma noi abbiamo voluto riutilizzarlo.”

(foto:  cimeli esposti nel percorso musicale dedicato a Giuditta Pasta in Villa Gianetti)

20112020