VARESE – “La curva del contagio è in calo e l’indice Rt degli ultimi giorni è sceso stabilmente sotto l’1%. La pressione ospedaliera è ancora forte quindi occorre mantenere alta la guardia, per questo Regione Lombardia è già al lavoro per prepararsi al terzo picco previsto in gennaio”. Così il varesino Emanuele Monti della Lega, presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali, in merito all’audizione di questa mattina a Milano alla quale hanno preso parte l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, e i tecnici della Direzione Generale Welfare per fare il punto della situazione circa l’andamento pandemico.

“I dati presentati durante la seduta odierna di audizione evidenziano come l’epicentro della seconda ondata, – spiega Monti – che sta tuttora caratterizzando il territorio lombardo, è l’area metropolitana milanese e il territorio ad essa direttamente adiacente. Meno coinvolte risultano essere le zone tristemente protagoniste del periodo pandemico primaverile, specie per quanto concerne il sud della Lombardia. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati quasi 4,5 milioni di tamponi molecolari e risultano operativi 75 laboratori di analisi e 105 punti tampone, molti di essi con la modalità drive-through. Molto importante anche la quota di tamponi rapidi effettuati: 100.000 somministrati per lo screening del personale sanitario e dei pazienti delle Asst e delle rsa. Stiamo predisponendo le gare di approvvigionamento di ulteriori 1,2 milioni di tamponi rapidi. In tema di screening, siamo sulla strada giusta”.

“Grazie agli sforzi fatti dai cittadini lombardi e alle azioni della Giunta regionale – evidenzia il Presidente della Commissione Sanità – la curva del contagio è in calo dopo il picco del 23/24 novembre e l’indice Rt è vicino allo 0,8% mentre l’Rt relativo ai ricoveri è addirittura sceso sotto questa soglia. In questi mesi è stato fatto un lavoro straordinario da tutto il sistema, da marzo siamo passati da 861 posti in terapia intensiva agli attuali 1.400 circa grazie al piano ospedaliero approvato nel mese di luglio. Inoltre, possiamo contare sulla rete dei 18 hub Covid e sugli ospedali in fiera a Bergamo e Milano. Sono orgoglioso di come tutti gli attori del settore abbiamo reagito all’ondata pandemica e i numeri stanno premiando il loro lavoro”. “Sul telemonitoraggio e la cura domiciliare – aggiunge – il sistema si dimostra all’avanguardia. 9.000 pazienti seguiti a distanza, 7.000 dei quali tramite la piattaforma informatica di Aria Spa, 1.700 tramite le cooperative mediche e 500 seguiti dalle Asst. 445 sono invece i medici attualmente operativi nelle USCA e sono 40 cono i centri territoriali Covid-19. Questi strumenti saranno molto utili specialmente in vista del terzo picco pandemico previsto nel mese di gennaio”.

“A proposito di questo – continua Emanuele Monti (foto) – Regione Lombardia è già al lavoro per prepararsi al meglio all’eventuale recrudescenza del virus. Regione Lombardia, tenendo in considerazione che il sistema sarà più stanco e con tempi di reazione probabilmente più dilatati, ha diffuso una nota organizzativa alle strutture pubbliche e private per prevedere una rapida riattivazione delle sezioni ospedaliere da destinare alla cura di pazienti Covid. Nella stessa nota viene inoltre previsto che nelle prossime tre settimane avremo circa 500 pazienti in terapia intensiva e 5.000 in degenza acuta ospedaliera rispetto agli attuali 700 posti occupati in terapia intensiva e i 7.000 in degenza acuta. La difficoltà nella gestione dell’eventuale terza ondata, rispetto a quella attuale, sarà quella che non troveremo le strutture sanitarie completamente vuote di pazienti Covid come successo nei mesi estivi. Per questo, non stiamo perdendo tempo e stiamo mettendo in campo tutte le risorse necessarie per farci trovare pronti”. “Tra i temi toccati anche quello del vaccino anti-covid – conclude – I tecnici della direzione generale Welfare si stanno attivando, in collaborazione con la struttura commissariale del Governo, per organizzare la campagna a livello territoriale. Abbiamo chiesto di dare precedenza al personale sanitario e agli ospiti delle rsa”.

11122020

3 Commenti

  1. Fate un passo indietro, visto l’enorme ritardo lavorate per portare vaccini antinfluenzali

  2. ma pensa te a 62 anni non riesco a fare il vaccino antiflu e lei se ne viene fuori con queste favole? guardi che basta passare il confine e costa anche meno che da noi… ma chi pensa di prendere per il c..o, guardi che vi abbiamo misurati

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