SARONNO - Un lungo testo condiviso su Facebook per raccontare come è nata e come è rimasto vivo per un decennio l'evento punk e hard core ideato dai ragazzi del centro sociale Telos e diventato un appuntamento fisso del settembre di Saronno.
Volantini e locandine sono visibili da diverse settimana ma ora che si avvicina la data è arrivata anche una lunga presentazione. Il riferimento va ad Acque scure il concerto in programma sabato 9 settembre. Il programma è analogo a quello dell'anno scorso: location resa nota nel pomeriggio per dar vita a dj set e graffiti nel pomeriggio. Quindi dopo aperitivo e cena con raccolta fondi solidale la musica con diverse band per l'intera serata.
Ecco il testo condiviso nelle ultime ore
Il decennale di questa kermesse ci offre l’occasione per scrivere qualche riga a riguardo.
Come si usa partiamo dall’inizio: Acque Scure nasce all’interno delle quattro mura del TeLOS di via Milano, anzi, precisamente sul suo terrazzo. Nasce nell’estate del 2014, dopo cinque anni di occupazione, di collettività, di concerti e di lotte, con l’intento di avere un momento di festa collettiva esterna al Telos, che potesse essere percepito come aperto a chiunque apprezzasse la musica punk hardcore e soprattutto lo spirito con cui ci sentivamo di organizzarlo. Lo scopo era quindi quello di uscire dal Telos, perché all’epoca – ma crediamo potrebbe capitare anche oggi – non ci accontentavamo di due spazi occupati in città, sentivamo che quello era nulla rispetto ciò che avremmo voluto, e che sì, un festival autorganizzato era un altro tassello in quel mosaico che andavamo componendo.
Il caso – o meglio: la Questura – volle che proprio a tre giorni dalla prima edizione fissata per il 13 settembre 2014 venne sgomberato il Telos. Con tutto ciò che ne conseguì. Quello che doveva essere il primo momento per uscire dalle mura del Telos fu nei fatti il primo momento realmente fuori dal Telos. Quell’edizione poi si svolse in piazza Rossa, anche in accordo con alcuni dei vecchi organizzatori di Festoria, ma questa è un’altra storia.
In dieci anni sono cambiate molte cose, ce ne accorgiamo ogni giorno. La realtà che ci è toccata in sorte non è né semplice né confortevole. Se alziamo lo sguardo il futuro non è rassicurante: 41bis utilizzato in funzione di repressione interna, decenni di carcere appioppati come fossero noccioline, teoremi e castelli accusatori dai nomi fantasiosi, sgomberi, costo della vita alle stelle. La società del capitale appare in continuo rafforzamento, ogni anelito di libertà viene represso o masticato e digerito per la massa nella sua parodia.
In piccolo lo vediamo anche a Saronno: un lungo ciclo di occupazioni è stato represso a suon di sgomberi, denunce, condanne, fogli di via, tentativi di sorveglianze speciali. I più hanno applaudito il ripristino della Sacra Legge, gli stessi che oggi si lamentano dello spuntare infestante di supermercati e speculazioni edilizie su ogni spazio abbandonato di Saronno.
Ma ai titoli dei giornali e alla geografia del capitale abbiamo sempre opposto una nostra visione della città e dell’aggregazione: unirsi tra randagi provenienti da diversi vissuti e diverse esperienze e insieme fare tutto ciò che avremmo voluto. Questo forse il filo rosso più importante di questi dieci anni, forse la cosa più semplice e divertente che ci sia, mettere testa e cuore con al fianco compagni e compagne e crearsi lo spazio di cui si ha bisogno. Certo, a volte gira bene, altre gira male, ma una vita con questo spirito è una vita ben spesa anche nei mesi di bonaccia. Provare per credere. E a chi dice che non sono più i tempi per certe cose rispondiamo che a queste condizioni proviamo ancora più gusto, e se il punk hardcore non va per la maggiore a noi piace ancor di più.
Il cicaleccio democratico pretende di poter determinare le nostre vite dalla culla alla cassa da morto.
Noi abbiamo sempre trovato gustoso fare di testa nostra, ostinati e contrari.
A fianco di Alfredo, Anna, Juan, Paska e i tanti, troppi, compagni rinchiusi in quattro mura.
Certo, non è molto, ma questo siamo e questo restiamo.
DIECI ANNI DI OCCUPAZIONI
DIECI ANNI DI “NOI FACCIAMO QUEL CAZZO CHE VOGLIAMO”
DIECI ANNI DI ACQUE SCURE: IL FUOCO NON SI È SPENTO!
(foto archivio)
06092023
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Inizia così la nota del centro sociale Telos dal titolo "Diffondiamo autogestione contro ogni autorità" in cui tracciano un bilancio del weekend di celebrazione per i 14 anni di presenza di attività ma anche dell'attività del Territorio libero occupato saronnese passata e futura.
QUI LA CRONACA DELLA SERATA DI VENERDì
QUI LA CRONACA DELLA SERATA DI SABATO
"Immaginare possibilità diverse da quelle a cui siamo abituati è uno sforzo che ci sembra necessario per provare a coltivare un pensiero rivoluzionario; ci sembra sempre più difficile farlo in un mondo che punta sempre più violentemente alla repressione del dissenso e all’omologazione, quindi in questi giorni abbiamo provato a farlo in vari modi.
Portando per tre giorni iniziative libere e gratuite in città. Provando a mettere in pratica un semplice assunto in cui crediamo e che portiamo avanti da tempo: le città sono di chi le vive, non di chi le compra, amministra, specula su di esse. Le città offrono spazi che possono essere trasformati, assumendo nuovi significati e valori per chi li attraversa. Un parcheggio può diventare un luogo di discussione, scambio di saperi, confronto su idee, uno spazio espositivo, un luogo di aggregazione.
Un sottopassaggio spesso caratterizzato dal buio e dall’insicurezza può diventare uno spazio luminoso e vissuto, in cui fare festa, conoscere persone, far suonare musicisti e dipingere artisti.
E così un parco può essere attraversato da centinaia di persone anche di notte, può essere un luogo alternativo a quelli del consumo.
In questi tre giorni abbiamo voluto portare in strada iniziative di vario tipo, per abbracciare una pluralità di linguaggi e stimoli e continuare a coltivare la voglia di contaminare con le nostre idee.
Ci sono stati momenti di discussione, confronto, scoperta di nuovi materiali: la proiezione del documentario “Brucia ancora dentro - vent'anni dalla notte nera di Milano con Dax nel cuore ” che ripercorre i tragici eventi dell’assassinio fascista di Dax nel 2003, della seguente repressione poliziesca e restituisce uno spaccato di quel pezzo di storia e spunti per continuare a lottare contro fascismo e capitalismo; la presentazione della rivista illustrata “Respiro”-nata dalla voglia di riprendere a respirare durante il primo lockdown, tratta tematiche anti carcerarie, di opposizione a una società asfissiante, dà voce anche a scritti e illustrazioni di persone imprigionate, viene distribuita gratuitamente a chi la richiede dal carcere e con i contributi di circa 30 autori diversi per ogni numero è uno strumento di solidarietà per sostenere la Cassa Anti Repressione delle Alpi Occidentali. Sabato invece è stato presentato un opuscoletto illustrato che fornisce stimoli tecnici e teorici utili a chi vuole iniziare a organizzarsi per occupazioni temporanee, T.A.Z, feste, e pensa che per contrastare leggi liberticide come quella anti rave la cosa migliore da fare sia continuare a prendersi spazi di autogestione.
Sono state belle occasioni per dialogare a proposito delle varie tematiche affrontate dagli autori esplorando linguaggi differenti. Momenti di scambi di saperi e pratiche.
Ci sembrava importante riempire queste giornate con quello che più ci arricchisce: il confronto collettivo, lo scambio di idee, lo stimolo creativo rivolto all’intaccamento di una società che ogni giorno aggiunge tasselli repressivi nei confronti di qualsiasi forma di dissenso e di lotta.
Un elemento poi che riteniamo continui ad avere una certa importanza, soprattutto in contesti di provincia come il nostro in cui non succede mai niente, è quello aggregativo: negli anni abbiamo conosciuto molte persone grazie alle iniziative organizzate ed è anche grazie a questi momenti che abbiamo intrecciato rapporti con altri gruppi e collettivi, contaminandosi a vicenda e condividendo percorsi e pratiche. Sono stati quindi anche giorni di aggregazione e di festa, giorni in cui ci siamo divertiti stando insieme, lontani dalle logiche di mercato.
Crediamo che prendersi spazio anche per fare festa sia importante, soprattutto ora che un nuovo articolo del codice penale -l’ennesima legge speciale approvata con carattere di urgenza- stringe ulteriormente le maglie sulle libertà individuali e collettive. La cosiddetta legge anti rave mette nel mirirno la pratica dell'occupazione, uno strumento dall'utilizzo ampio e variegato.
Per qualcuno è un mezzo utile alle lotte: in uno spazio occupato ci si incontra, si parla, ci si organizza. Per altri è uno strumento per rivendicare delle istanze: gli studenti di una scuola o i lavoratori di una fabbrica. Per qualcun altro ancora è un modo per vivere una socialità altra rispetto a quella imposta. Per molti e molte è la possibilità migliore di stare insieme, con o senza musica, con o senza scopi altissimi, per una notte o per degli anni.
Per alcuni di noi l’occupazione è stata tutte queste cose, per altri un terreno da esplorare, ci portiamo dentro tanto delle esperienze legate a questa pratica. Che sia in uno stabile abbandonato, un parcheggio, un parco, una piazza, mettere in pratica azioni che vanno nella direzione di immaginare un contesto e un orizzonte diverso ci fa respirare le possibilità che l’organizzazione dal basso offre.
(foto da Facebook)
29032023
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Oggi, venerdì 24 marzo, si sono radunati in piazza Rossa dove intorno alle 19, hanno iniziato ad arrivare i primi ragazzi. Programma della serata la presentazione della rivista “Respiro”, chiacchierata sul carcere e mostra con le illustrazioni dell'ultimo numero. Fulcro dell'evento alle 20 una cena vegana e un concerto hard-core con 6 gruppi e musica fino alle 5 del mattino.
La location è stata svelata solo all'ultimo minuto online come prassi da quando il centro è diventato itinerante. Una scelta che non sembra casuale visto che piazza dei Mercanti è stata teatro di diverse manifestazioni, presidi ma anche di iniziative come quella contro i parcheggi a pagamento (quando erano state colorate di bianco tutte le righe blu) o contro il maxi murales dell'Amministrazione comunale.
Da programma, reso noto sui social e affisso in giro per la città l'evento dovrebbe essere replicato anche domani sera. Sempre con location svelata all'ultimo minuto.
(foto archivio)
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SARONNO - "Da persona che per passione dedica parte della propria vita a cercare di migliorare la nostra città, questi comportamenti, ormai da anni, mi rattristano particolarmente e ogni volta mi domando quale sia la soluzione. Credo che ognuno di noi debba riflettere, a partire dal sindaco Augusto Airoldi, che spero che anche questa volta non rimanga silente".
E' il passaggio cruciale dell'intervento di Luca Amadio capogruppo di Obiettivo Saronno in merito all'occupazione del capannone di via Galli ad opera degli anarchici del centro sociale Telos per festeggiare il 13esimo "compleanno" in città.
Il delegato dei viola parte dal video di una saronnese che racconta il day after nel capannone ma soprattutto rimarca come sia "inaccettabile che accadano ancora queste cose". E continua: "Spero che il primo cittadino Augusto Airoldi, che detiene anche la delega alla Sicurezza abbiamo dato l'esempio compiendo tutti gli atti necessari a denunciare l'accaduto".
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SARONNO - Non è certo passata inosservata l'occupazione di ieri, sabato 26 marzo, ad opera degli anarchici del centro sociale Telos. In programma i festeggiamenti per il 13esimo anno di presenza in città.
Ieri pomeriggio intorno alle 16 diversi automobilisti hanno segnalato la presenza di alcuni ragazzi intorno allo stabile in via Galli accanto al concessionario. In pochi minuti è comparso uno striscione e alla spicciolata sono arrivati con tutto il necessario. "Li abbiamo visti portare le birre e anche il necessario per un concerto" hanno spiegato i residenti nelle loro segnalazioni.
Intorno alle 19 altra serie di chiamate a polizia locale e carabinieri per prime prove mixer mentre i ragazzi presente sono arrivati ad un centinaio. Le proteste e le segnalazioni si sono moltiplicate quando è iniziata la musica. Intenso anche il dibattito che si è creato sui social network con prese di posizioni, richieste d'intervento all'Amministrazione e alle forze dell'ordine.
La musica perfettamente udibile non solo nelle case più vicine è proseguita fino a tarda notte.
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SARONNO - E' in programma oggi l'occupazione temporanea per il 13esimo compleanno del centro sociale Telos. Come prassi, da qualche gli attivisti non hanno più uno spazio fisico ma il centro sociale propone eventi con occupazioni temporanee in giro per la città, è stata resa nota solo la data e l'orario d'inizio mentre la location sarà svelata solo all'inizio dell'evento.
All'iniziativa sono stati dedicati diversi manifesti affissi per la città con il programma di attività e concerti e post su Facebook in cui sono state spiegati i contenuti.
Ecco il testo integrale
Quest'anno il nostro pensiero è grande e difficile da esprimere in poche righe. In questo breve testo vorremmo guardare al presente. Ricorderemo con gioia il passato tra gli abbracci confortevoli del momento in cui festeggeremo il tredicesimo compleanno con questa serata. Oggi il nostro pensiero va a marzo 2020 quando nelle carceri italiane i detenuti si sono rivoltati con coraggio e sono stati brutalmente picchiati, torturati e uccisi dalle guardie. Il nostro pensiero va a compagne e compagni colpiti dalla repressione sempre più stringente dello Stato. A chi sta scontando in galera, o con altre misure, a chi viene allontanato dalle lotte e dagli affetti, a chi è “sorvegliato/a speciale”. Il nostro pensiero va alla guerra. Anzi alle guerre, quelle dei potenti. Le abbiamo sempre rifiutate e questa volta non sarà diverso; non prenderemo le parti di nessuna fazione, ma sceglieremo ancora di lottare contro il mondo che le guerre le genera. Il nostro pensiero va a chi muore a sedici anni durante l'alternanza scuola-lavoro, a chi muore ogni giorno sul posto di lavoro: vittime dello sfruttamento in un mondo in cui il profitto dei padroni vale più della vita delle persone. Il nostro pensiero va anche a chi, vicino o lontano, continua o impara per la prima volta a stare insieme, organizzarsi, prendersi cura l'uno dell'altra, costruire comunità e legami di solidarietà senza nessuna delega ad uno Stato che ci vuole muti ed obbedienti. Ecco, è qui che vogliamo stare, ancora, dopo tredici anni. Convinte/i che ogni piccolo gesto ne valga la pena, sicuri/e che le cose saranno sempre più difficili ma abbiamo la testa dura.
Non ultimo, il nostro pensiero va a te, Guido. Per anni abbiamo intrecciato il nostro percorso, imparando a conoscerci e metterci in gioco, uscendo dal confortevole terreno delle idee date per assolute. A quel pomeriggio caldissimo in cui arrivasti alla nuova occupazione del Telos con una gigantesca anguria e tutto contento, con quel sorriso beffardo, ci dicesti “bravi ragazzi, gliene avete fatta un'altra!”
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SARONNO - Tre anarchici che fanno riferimento al centro sociale Telos di Saronno sono in queste ore al centro delle perquisizioni (tra la provincia di Varese e Milano) degli investigatori della Digos coordinati dal capo del pool antiterrorismo di Milano Alberto Nobili. I tre sono indagati per interruzione di pubblico servizio, violenza privata, manifestazione non autorizzata e istigazione a disobbedire alle leggi in relazione al corteo No Green pass di sabato scorso a Milano, a cui hanno preso parte oltre 10 mila manifestanti tra cui un nutrito gruppo arrivato dalla provincia di Varese. Lo rende noto l'Ansa.
“Le perquisizioni, anche nelle abitazioni dei tre giovani (due uomini di 25 e 32 anni e una donna di 21) – continua l'agenzia - hanno portato pure al sequestro di dispositivi informatici, sono state disposte perchè i tre, stando alle indagini, durante la manifestazione di sabato scorso avrebbero cercato di condizionare il corteo. Due perquisizioni sono state eseguite a Milano e una in provincia di Varese. Sono stati sequestrati 3 telefoni cellulari e un personal computer”.
Per l’ultima manifestazione in totale sono state identificate un centinaio di persone e sono stati denunciati per vari reati, tra cui appunto violenza privata e istigazione a disobbedire alle leggi, una quarantina di anarchici in tutto.
Come confermato dal ministro Lamorgese in Camera e Senato gli anarchici del Telos hanno tenuto la testa del corteo.
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Con le prime luci dell’alba diversi residenti hanno notato gruppi di giovani incamminarsi a piedi verso le auto parcheggiate in zona o in direzione della stazione ferroviaria. Un ultimo gruppo è rimasto nei pressi dello stabile dismesso anche intorno alle 8 del mattino, prima di allontanarsi.
Dopo il pomeriggio di sabato di attività e la sera di musica domenica gli striscioni esposti all’ingresso sono stati rimossi e l’area è stata liberata. Rimanevano soltanto alcuni sacchi di spazzatura, raccolti dagli organizzatori come già avvenuto nelle passate edizioni dell’evento.