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Visto da Varese, l’industria spalanca i cancelli agli studenti

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di EZIO MOTTERLE
Come si lavora e che cosa si produce nelle piccole e medie aziende della provincia di Varese, e quali professionalità è meglio affinare per avere maggior garanzia di trovare occupazione una volta terminati gli studi? L’interrogativo resta alla base del tanto celebrato rapporto scuola-lavoro. Dalle parole ai fatti, per tre settimane di novembre 3700 studenti di terza media del Varesotto provenienti da 45 istituti, faranno visita a 130 imprese del territorio toccando così con mano la realtà produttiva che li circonda. “Pmi day 2017” è una iniziativa promossa dalla Piccola industria che fa capo all’Univa, l’Unione industriali della provincia, tra le maggiori associazioni territoriali di Confindustria. Il messaggio è chiaro: i ragazzi sono il nostro futuro e per questo orientarli con la conoscenza di ciò che fa ogni giorno un’impresa del Varesotto “può aiutarli a scegliere più consapevolmente quale strada intraprendere da grandi”. Dunque fino al 24 novembre decine di aziende del territorio apriranno i cancelli dei propri stabilimenti agli studenti. Lo scopo: spiegare ai ragazzi che cos’è e cosa fa un’azienda, ma soprattutto quali sono le competenze necessarie per trovare occupazione nei settori del manifatturiero e del terziario avanzato, e come orientare dunque la scelta del liceo o dell’istituto superiore a cui iscriversi. E ancora: influenzare, nel senso positivo del termine, questa difficile scelta, mostrando ai giovani la realtà lavorativa che li circonda e che poggia le proprie fondamenta sulla realtà della piccola e media impresa, da sempre cuore pulsante dell’economia locale. Dal 2009 ad oggi (siamo all’ottava edizione) sono stati oltre 6.500 gli studenti del Varesotto coinvolti nel progetto, 230 le aziende, 80 le scuole. Dati rilevanti se si pensa che Varese è la sesta provincia in Italia per numero di addetti nel settore hi-tech (12% sul totale degli occupati) e che sul territorio esistono 7,8 imprese manifatturiere per chilometro quadrato, contro le 4,2 della Lombardia e la media italiana di 1,7. Si calcola che uno studente varesino su tre “da grande” lavorerà in un’impresa manifatturiera, fondamentale perciò entrare presto in contatto diretto con quel mondo che gli darà occupazione. I ragazzi saranno anche chiamati a raccontare il loro “Pmi Day”: alle visite in azienda, infatti, seguirà un compito a casa. Tanto per non dimenticare che, conosciuto da vicino il mondo della fabbrica, occorre fare ritorno, almeno per qualche anno, e possibilmente con profitto, in quello della scuola.

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