GERENZANO – “Piscina, non siamo contrari ma vogliamo contribuire sottolineando le possibilità criticità”: a chiarirlo è il consigliere comunale di Gerenzano democratica, Pier Angelo Gianni.

pier angelo gianni

Questo il suo integrale comunicato:

“La polemica innescata sulla stampa dalla giunta comunale circa le perplessità dell’opposizione sul progetto della piscina costringono Gerenzano Democratica alla replica.

Sia chiaro che la piscina è una bellissima cosa, magari abbinata alla sauna-bagno turco e ad una bella palestra attrezzata, ma non è questo l’oggetto delle nostre perplessità.

Noi abbiamo individuato alcuni punti critici che vogliamo ribadire.

Alcune regole basilari di “project management” suggeriscono che prima di lanciare un progetto, piccolo o grande che sia, bisogna verificare che esso sia fattibile tecnicamente ed economicamente.

La Giunta, secondo le affermazioni dell’assessore al Bilancio Viotti, ha svolto indagini in tal senso fin dal mese di maggio. Nostro desiderio sarebbe stato quello di valutare i risultati di queste analisi prima di decidere in consiglio comunale sul progetto. Peccato che abbiamo dovuto decidere su una bozza di poche pagine senza niente a supporto.

Per noi poi manca un passaggio indispensabile e fondamentale per l’approvazione di qualsiasi progetto, visto che non siamo dei privati e che usiamo i soldi di tutti i contribuenti, ovvero la partecipazione della cittadinanza alla scelta. Avremmo voluto che questa amministrazione avesse coinvolto tutta la popolazione “seriamente e con i dati alla mano”. Siamo certi che i cittadini, se ben informati, saprebbero valutare la fondatezza dello slogan:”Costo zero e chilometro zero”.

Perché noi siamo perplessi sulla proposta? Nostre indagini hanno evidenziato che gran parte dei progetti realizzati nella zona, a prescindere dalle dimensioni dell’intervento e dal colore politico delle amministrazioni, hanno incontrato difficoltà nella gestione degli impianti, difficoltà economiche sempre appianate con i soldi pubblici.
Siamo tutti disposti a contribuire con un assegno che potrebbe essere dell’ordine dei 200 mila euro all’anno per gestire la piscina se la società fallisse?
Per quanto riguarda “il chilometro zero” ribadiamo la nostra valutazione. L’eventuale piscina potrebbe trovare migliore collocazione all’interno degli impianti sportivi esistenti, senza intaccare aree agricole. Ciò migliorerebbe l’offerta sportiva e lascerebbe libera un’area semicentrale utile per riqualificare l’edilizia scolastica comunale”.

070313