SARONNO – Sempre più “affollato” il 25 aprile saronnese: al corteo ufficiale si è aggiunto il raduno indetto alle 10 in piazza Libertà dai simpatizzanti dei centri sociali della zona, per la loro “contro-Festa della Liberazione”. Ma ad anticipare tutti sarà Fratelli d’Italia, che annuncia un appuntamento alle 9 per ricordare i “partigiani bianchi“.

luciano silighini incontro (3)

“Invito i saronnesi a recarsi alla messa al Santuario della Beata Vergine dei Miracoli, in piazza Santuario, e a pregare per quei martiri che per la nostra Patria sono morti e purtroppo non vengono ricordati – rileva Luciano Silighini Garagnani, responsabile locale di Fratelli d’Italia – Parlo di Emanuele Strasserra, Gennaro Santucci, Ezio Campasso, Mario Francesconi, Giovanni Scimone e tutto il nucleo della Brigata Osoppo e degli altri “partigiani bianchi” uccisi senza pietà da quei “partigiani rossi” che combattevano due guerre: una per spazzare via i fascisti e l’altra per portare l’Italia nelle mani di Stalin e dell’Unione sovietica”.

Prosegue Luciano Silighini Garagnani:”Il 25 aprile è ricordato come il giorno della “Liberazione”, l’inizio della “democrazia” e per chi è liberale come me non c’è democrazia senza libertà. De Gasperi, Einaudi e tutti i padri della nostra libertà erano si antifascisti ma erano anche anticomunisti e questo va ricordato soprattutto in questo giorno dove si ricorda la fine della dittatura e l’inizio di quello che oggi chiamiamo “democrazia”.

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6 Commenti

  1. tutti i padri della nostra libertà (ma quale libertà, quella di poter postare sui social network quello che si vuole e di dire quello che si vuole??’ libertà sarebbe anche quella che non abbiamo di prendere decisioni come un popolo sovrano senza l’influenza di altri stati e della finanza mondiale) erano fascisti quando era il momento di essere fascisti e poi sono diventati tutti antifa da un giorno all’altro…per parlare di un personaggio molto in voga in qs giorni vedi il ns esimio presidente della repubblica Giorgio Napolitano, ex fascista, ex comunista ex “sono sempre sul carro dei vincitori”…

  2. BASTA CON LA STORIA , GUARDIAMO LA REALTA’ !
    anche il Presidente della Repubblica continua a predicarlo, inascoltato, pur avendo fatto parte di una precisa parte politica nel passato ed essendo ora impegnato duramente a ricompattare il Paese – il 25 aprile è festa nazionale per tutto il popolo Italiano, punto ! – i giovani chiedono considerazione e riconoscimento, lavoro e futuro ai vecchi si chiede una riconciliazione senza rinunce
    putroppo l’esempio che manca ai giovani è quello legato alla realtà, da qualsiasi parte la si veda

  3. VERSO UNA NUOVA LIBERAZIONE

    Come tutti gli anni il 25 Aprile per le vie di Saronno sfilerà il corteo celebrativo della giornata della Liberazione, presieduto da sindaco, assessori e ANPI e allietato dalla presenza dei soliti, verdi e razzisti, che si accoderanno fieri e forti della legittimazione che questo sistema democratico conferisce loro.

    L’ipocrisia di queste giornate e parate è oggi più che mai sotto gli occhi di tutti. Tra inni d’Italia e tripudi di tricolori tutte le belle facce della politica, locale e nazionale, si affanneranno per mettere in mostra i loro sorrisi di plastica e per sfoderare qualche vuoto discorso alla nazione e alla cittadinanza; ed eccoci pronti anche quest’anno ad un altro giro di valzer. Ma non si può nascondere per troppo tempo ancora la polvere sotto il tappeto e le contraddizioni di questa nostra democrazia del danaro sono pronte ad esplodere. Questi continui appelli all’unità nazionale che vengono proposti, da destra come da sinistra, non sono altro che un tentativo da parte della politica di controllare e gestire il malcontento sociale. Le conseguenze della ristrutturazione economica del capitalismo europeo e mondiale in atto mettono ancora più in mostra quanto le nostre ricche democrazie occidentali non siano altro che strumenti in mano all’alta finanza e al potere bancario che affama e guerreggia in tutto il mondo. Per questo è importante ribadire che non ci sono interessi o beni comuni né valori patri da onorare in un mondo e in una società che si divide ancora tra chi comanda e chi obbedisce, chi guadagna e gode e chi suda e muore di fame.

    Oggi sempre più famiglie e persone vengono spinte ai margini dello splendente luccichio dell’opulenza consumistica e, se un manipolo di affaristi e bricconi vari vedono aumentare a dismisura le loro già smisurate ricchezze, dall’altra parte si ingrossano le fila degli emarginati, aumentano le persone che rischiano di perdere la propria casa, aumentano le persone che faticano a pagarsi una vita dignitosa. E mentre una fetta sempre più ampia di persone viene marginalizzata, mentre aumentano i tagli alla spesa sociale, aumentano i disoccupati e gli sfrattati, ecco che la nostra libera democrazia affila le armi del controllo e della repressione: manganelli su chi osa protestare, studenti o lavoratori, anarchici o cittadini che difendono il proprio territorio dalla devastazione ambientale: chi esprime dissenso va criminalizzato, picchiato, incarcerato, reso inoffensivo. Il potere statale, messo in difficoltà da un malcontento crescente e imprevedibile, deve serrare le fila contro un nemico che sempre più chiaramente si rivela essere la popolazione stessa.

    Se la nostra società non ha mai smesso di essere intrinsecamente fascista, con la costruzione di lager per immigrati (CIE), lager per poveracci e ribelli (Carceri), con la violenza della sua polizia, l’efferatezza del suo esercito in missioni di colonialismo capitalista, la difesa oltranzista di valori reazionari e discriminatori (Dio, Patria, Famiglia) con leggi contro gli immigrati, gli omosessuali, i poveri, dobbiamo però alzare il livello di guardia quando, come in questo periodo, il potere si sente attaccato dal basso.

    Non è lontano nella memoria di molti italiani il periodo in cui lo Stato, grazie alla preziosa mano di qualche infame dalla camicia nera, metteva bombe nelle piazze e sui treni, provocando stragi dei suoi stessi cittadini, per tentare di fermare i movimenti rivoluzionari e di protesta.

    Spari nelle strade e torture nelle caserme: se tutto ciò non ha mai smesso di accadere (Beppe Uva è solo uno dei tanti ad averne fatto le spese) la possibilità che nei prossimi anni i casi aumentino non è così remota.
    La Grecia ci dimostra come i movimenti reazionari e nazionalisti trovino nuova linfa nei momenti di crisi economica. L’avanzata apparentemente inarrestabile dei neonazisti di Alba Dorata è possibile solo grazie all’appoggio della polizia e dello stato democratico greco, che terrorizza laddove non riesce più a controllare.
    E’ il potere economico e statale che ci controlla, ci scheda, ci incarcera, ci picchia, ci affama, ci sfrutta e ci mette gli uni contro gli altri che oggi dobbiamo combattere.

    C’è un’altra strada verso una nuova liberazione che dobbiamo ancora percorrere. Dobbiamo liberarci dal controllo dello Stato e dalla violenza delle leggi dell’economia; dobbiamo spogliare i nostri oppressori dalle loro divise, dai loro manganelli, dai loro strumenti di ricatto, siano essi il posto di lavoro, lo stipendio, la necessità di pagarsi una casa o un pasto a fine giornata. Dobbiamo organizzarci per rispondere all’avanzata di questa ennesima ventata liberticida, perché piegarsi oggi ai ricatti e ai “sacrifici” che ci vengono imposti significa scoprire domani di aver svenduto la propria dignità e libertà in nome di una fantomatica unità nazionale che non esiste.

    E’ con queste intenzioni che il 25 aprile 2013 saremo nelle strade di Saronno: per ricordare chi anni fa ha combattuto il fascismo e per ribadire che è necessaria una nuova liberazione.

    Giovedì 25 aprile – ore 10 Piazza libertà Saronno

    Assemblea delle realtà di movimento della provincia di Varese

  4. Caro Anarchico un po’ di storia del tuo movimento dovresti saperla…Ma lo sai o no che gli anarchici sono sempre stati contrastati dai comunisti? Guardati la guerra di Spagna. Ora hai una visione tutta particolare della Liberazione, a cui avete partecipato in modo minoritario tolte pochissime zone ,addirittura doversi anarchici si ritrovarno a combattere con i repubblichini! Hai una visinone della liberazione tutta incentrata su di un discorso di resistenza tradita che si puo’ accettare dai comunisti integralisti ( tra l’altro 5000 ex fascisti dopo il 25 aprile si iscrissero al PCI per poter continuare la loro guerra contro gli anglo-americani ed il capitalismo…. ), gli stessi che poi fomenteranno le future generazioni a completare l’opera. Ma gli anarchici contano come il due di picche. Parlate di Malatesta, Bakunin e Bresci….non mischiatevi ed inzozzatevi con stelle, falci martelli….Ciao.

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