SARONNO – “Quello che vede oggi nel vostro bel presepe è il paesaggio di distruzione che si può trovare anche in Siria e in altri paese del mondo devastati dalla guerra. Ma lì come nella rappresentazione della vostra parrocchia della Natività, Gesù arriva lo stesso con tutta la sua forza ed è speranza di vita”.

Con queste parole il prevosto don Armando Cattaneo ha presentato, stamattina durante la messa delle 10,30, il presepe della Regina Pacis aperto oggi al pubblico e benedetto al termine dell’omelia. Si tratta del lavoro del gruppo formato da una decina di saronnesi che ha lavorato da settembre a fine novembre.

“Abbiamo – spiega il portavoce Gigi Biffi – scelto come ambientazione un paesino del Carso nel 1915. Ci sono i segni della guerra, della distruzione e nella maggior parte delle case c’è solo una fiamma. Al centro del presepe c’è però la Natività e da lì rinasce la speranza ed anche la vita che piano piano ritorno ad animare il bosco ed il paese”.

Tantissimi i fedeli, soprattutto i più piccoli, che al termine dell’omelia sono andati a curiosare per vedere da vicino l’opera e immortalarla con lo smartphone.