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Visto da Varese: un sereno Natale tra luci e ombre

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di EZIO MOTTERLE

Vigilia di Natale, ma quest’anno che Natale è? Vista da Varese una festa serena secondo tradizione, si direbbe, tra immancabili luci ed ombre. Revival di attenzioni per il presepe, luminarie diffuse rivitalizzate dai sistemi a led, alberi addobbati ma anche fantastiche proiezioni sugli edifici, eventi in tema traffico intenso nelle maggiori città, folla per lo shopping nei centri storici (presto comunque per fare bilanci), boom di mercatini ma anche di regali acquistati on line, attese grandi tavolate con crescente successo dei prodotti locali, buona partecipazione ai riti religiosi (picco come sempre stasera per le messe di mezzanotte), partenze appena possibile per qualche giorno di vacanza, sempre che i conti, al netto delle incombenze di fine anno, lo consentano. Pesano certo anche nel ricco Varesotto le statistiche che segnalano col persistente diffuso benessere la crisi del lavoro soprattutto giovanile e il forte incremento delle famiglie alle soglie della povertà: aumentano insieme al lusso diffuso i centri di assistenza solidali impegnati a sostenere le situazioni più difficili (lunghe anche in questi giorni le code di indigenti al ritiro dei pacchi viveri). E vale sempre dinanzi alla pioggia di numeri e analisi la poesia di Trilussa, emblema di come la statistica indichi la media dei consumi (il celebre pollo a testa) con l’avvertenza a chi di polli non ne vede affatto che ovviamente c’è qualcuno che ne “magna” due. Chi sta sopra e chi sta sotto questa media dunque, in una provincia ormai multietnica che mantiene un reddito pro-capite e un’economia da record, ma ahimè non senza disagi e contraddizioni. Pausa di riflessione, in ogni caso. Chiusi uffici, scuole, aziende, due giorni di stop per i giornali cartacei (non per quelli in rete), mentre tra i colli qualche residua traccia dell’ultima neve punteggia appena di bianco un Natale indicato viceversa dalle previsioni freddo e secco col cielo terso, niente suggestione da fiocchi che cadono, insomma. A tutto il resto, bilanci e statistiche non riescono in realtà ad arrivare, il vero peso di luci ed ombre rimane saldamente confinato nei cuori di ciascuno. Con un equilibrio quanto mai incerto, soggetto alle variazioni imprevedibili del tempo di festa. Buon Natale, dunque: comunque sia.

2 Commenti

  1. perfetto uso della parola. su un tema banale riflessioni da vecchio maestro che ha fabbricato tanti allievi e non tutto gli sono venuti bene

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