SARONNO – L’intervento non è certo passato inosservato anche perchè il risultato è stato notevole: la statua della Riconoscenza situata al centro dell’omonima piazza è al centro di un’operazione di pulizia organizzato dall’assessorato ai Lavori Pubblici.

L’obiettivo è eliminare lo sporco e rinnovare il monumento che molti chiamano la Ciocchina ma che in realtà rappresenta la Riconoscenza. L’investimento è di poco più di 4 mila euro e prevede la realizzazione della pulizia da parte di un’azienda specializzata. “Si parte eliminando lo sporco e poi ci saranno delle interventi per la conservazione e per finire saranno rinnovale le scritte” spiega l’assessore Dario Lonardoni che segue l’intervento. Qualche mese fa un intervento analogo era stato realizzato in piazza Vittorio Veneto per il monumento dei Caduti realizzato dallo scultore Libero Andreotti.

Ma qual è la storia del monumento e di piazza Riconoscenza ecco come viene ricordata sul sito comunale. “Il monumento alla “Riconoscenza” è stato eretto in Saronno in piazza Grande (l’attuale piazza della Libertà) nel 1830, a seguito dell’incendio divampato nel borgo il 18 marzo del 1827, nel rione di San Cristoforo. Una donna, comunemente soprannominata la “Ciocchina”, causò quel disastroso incendio mentre trasportava delle braci. Il vento, di quella domenica di marzo, trasportò alcune faville che appiccarono il fuoco alle case e alle cascine del vecchio rione saronnese, molte delle quali andarono distrutte, con gravi danni alla popolazione che lì vi abitava. Ci fu una grandiosa gara di solidarietà, soprattutto da parte dei milanesi ai quali Saronno espresse, con la realizzazione di un monumento, la sua gratitudine. Nell’anno 1924 il monumento venne trasportato da piazza Grande a piazza della Riconoscenza, nel vecchio rione di S. Cristoforo, luogo ove avvenne il disastro”. Nella storia non manca un piccolo mistero: “Due sono le epigrafi scolpite alla base del monumento marmoreo, già richiamate nella parte storica. Il monumento e rappresentato dalla figura di una donna con accanto il pellicano, simbolo della riconoscenza. Curiosa la storia che accompagna l’attribuzione dell’opera che si pensava, grazie ai riscontri delle cronache dell’epoca, fosse dello scultore milanese Pompeo Marchesi. Da una rilevazione effettuata sul monumento, il 16 maggio 1984, da due saronnesi, il pittore Giovanni Rossi e il maestro Vittorio Pini, si stabilì che l’opera fu eseguita dallo scultore milanese Gaetano Motelli. Un lapis sfregato su una velina mise in luce il gran segreto del nome dell’autore”

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