SARONNO – Negli ultimi giorni, dopo che il bando era andato deserto, sono arrivate tre manifestazioni di interesse da parte di altrettante realtà pronte ad investire per far vivere la nuova Cascina Paiosa realizzata in via Trento al posto del vecchio rudere di via Trento. La Cascina Paiosa era uno stabile situato accanto al campo sportivo della Cassina Ferrara inutilizzato da anni al punto da essere completamente diroccato e coperto di rampicanti. Accertato che non avesse nessun elemento di pregio, anche grazie ad un coinvolgimento della Soprintendenza, è stata completamente demolito in poco meno di un paio d’ore di lavoro una mattina del settembre 2018. Nei mesi successivi è stata ricostruita con l’obiettivo di creare una palazzina multiservizi per l’accesso al vicino parco Lura. Con un piccolo ampliamento volumetrico sono stati realizzati gli spazi che, una volta arredati, potranno essere utilizzati con un’area servizi, un infopoint e, servizio completamente assente in città, il noleggio di biciclette. E’ anche stato creato un nuovo pezzo di selciato che collega la palazzina con i percorsi pedonali e ciclabili del parco Lura. Poche centinaia di metri per arrivare da via Trento al pratone e avere la possibilità di raggiungere tutti i percorsi dell’area verde. Terminato il cantiere realizzato anche con un investimento di 200 mila euro di Fondazione Cariplo è stato aperto il bando per la gestione della palazzina che è andato deserto. Diversi privati e qualche associazione si sono fatti avanti per avere delucidazioni ed informazioni ma senza che l’interesse si sia concretizzato in una risposta al bando. L’Amministrazione ha deciso di avviare una procedura per una manifestazione di interesse. E sono state tre le realtà che si sono fatte avanti. Un risultato soddisfacente soprattutto se si considera che nelle ultime settimane ha fatto molto clamore la notizia che la nuova palazzina si fosse già allagata.

Del resto la possibilità di avere un presidio all’ingresso del parco è sicuramente importante anche sul fronte del controllo della zona dove ad inizio ottobre è scattato l’allarme per il ritrovamento di bivacchi con siringhe e piattini.

2 Commenti

  1. a forza di raccontarci storielle alle quali abbocchiamo faremo una brutta fine. Chissà se qualcuno ha mai chiesto ai frequentatori del parco, runners, ciclisti o semplici cittadini se hanno mai sentito l’esigenza di questo servizio. E non raccontiamoci che questo terrà lontano i malintenzionati (ma quando mai ne avrete incontrato uno??), non bastavano le altrettante inutili telecamere wireless collegate non si a che cosa poste all’ingresso del parco, usate solo per riprendere le boccacce di chi bassa di lì.
    L’unica luce in fondo al tunnel è un treno in arrivo, che botta che arriva

  2. il piano terra della palazzina si è allagato e occorre evitare che la cosa si ripeta

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