Home Città 2 giugno l’affondo di Banfi: “Si sente la mancanza di chi nel...

2 giugno l’affondo di Banfi: “Si sente la mancanza di chi nel Tricolore e nella Repubblica credeva davvero”

597
14

SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota del consigliere comunale Francesco Banfi in merito all’assenza di cerimonie per il 2 giugno in città.

Per la festa della Repubblica italiana del 2 giugno 2020 il sindaco della Lega Nord – Lega Lombarda per l’indipendenza della Padania fa realizzare un manifesto con tanto di tricolore recante telegrafico messaggio: “in ottemperanza delle disposizioni vigenti adottate a seguito epidemia coronavirus non vengono effettuate cerimonie”.

In occasione del 25 aprile il programma delle celebrazioni quest’anno diceva che era era forzatamente ridotto ad una deposizione “di corone di alloro, composizione floreale pensile e ciotole di fiori”. Nel settantacinquesimo anniversario purtroppo non c’è stato spazio nè per un discorso né per una frasetta di circostanza in ricordo di Agostino Vanelli, primo sindaco di Saronno dopo la Liberazione, e neppure per un minuto di silenzio -e l’ho chiesto- durante il primo consiglio comunale in videoconferenza e lontano dall’aula ad egli dedicata. Non c’era comunque stato un manifesto con cui dire “non celebriamo la festa”. Ne era risultata una celebrazione fatta alla chetichella e di nascosto, priva della presenza di un rappresentante dei carabinieri a ricordare Salvo d’Acquisto piuttosto che un labaro dell’Anpi: tre persone più il fotografo che tenendosi a debita distanza non avrebbero comunque costituito un assembramento. Senza aver comunicato un orario, l’infiorata è così risultata per dirla tutta un po’ squallida e poco sentita, specie se paragonata alle celebrazioni nei comuni vicini.

Per il 2 giugno proprio tra i comuni vicini c’è chi regala una copia della Costituzione ai cittadini diciottenni e organizza una mostra sulla cancellata del municipio, chi fa videomessaggi, chi dà appuntamento ai cittadini per fare un minuto di silenzio davanti al monumento.

A Saronno invece c’è il manifesto per commentare il quale ti chiedi se dovresti scrivere “il sindaco per l’indipendenza della Padania coglie l’occasione del coronavirus per non celebrare la festa della Repubblica italiana e lo scrive sul manifesto da condividere con gli attivisti del partito”.
Sento tuttavia obbligatorio chiedermi se sia più questione di stile oppure del fatto che si fa sentire, pesante, la mancanza, purtroppo da quasi un anno, di chi tirava per la giacchetta perché nel Tricolore e nella Repubblica ci credeva davvero. Non ci si può dimenticare così velocemente”.

Chiaro il riferimento nel finale alla scomparsa di Aldo Falciglia che per molti anni ha organizzato le cerimonie e le cerimonie del 2 giugno con grande energia ed entusiamo.

14 Commenti

  1. Forse Banfi può ricordare anche l’energia e l’entusiasmo della commemorazione del 2 giugno (e del 25 aprile) dell’amministrazione Porro, che non ha mai avuto bisogno di “farsi tirare dalla giacchetta” per celebrare la Repubblica Italiana e i suoi valori fondanti.

  2. Il problema è che “loro” non sono mai cambiati uscivano dal Consiglio Comunale per non ascoltare l’Inno d’Italia non onoravano la “Bandiera Italiana” volevano l’indipendenza…..
    lo si sapeva e lo sapevano anche quelli che si sono alleati con loro…..
    quindi ci sono cose che passano in secondo piano se c’è qualcosa di più sostanzioso ?

    Paolo Enrico Colombo
    #acasatutti

  3. Caro Banfi, domani, 2 Giugno gli Italiani Veri festeggiano la Festa della Repubblica Italiana,
    io che mi reputo tale, nel mio piccolo, metterò il tricolore sul balcone ed invito i tanti VERI ITALIANI di fare altrettanto.

    Domani, purtroppo, i Nazionalisti Italiani hanno deciso di scendere in piazza per protestare.
    Tra questi Signori, saranno presenti le nostre massime Autorità cittadine con i loro vessilli.

    Ecco spiegato perché a Saronno il 2 Giugno verrà ricordato come un giorno qualsiasi

    W GLI ITALIANI VERI W LA REPUBBLICA W GLI OPERATORI SANITARI
    UN SENTITO E COMMOSSO PENSIERO ALLE INNUMEREVOLI VITTIME DEL CORONA VIRUS

  4. Sign.ra Giudici.. Bisogna pubblicare tt i commenti, altrimenti è meglio chiderlo questo giornale che da spazio a persone che sanno solo infangare le persone giusto x mettersi in mostra.

  5. ricordo i tempi in cui se andavi in piazza con la bandiera italiana eri considerato fascista toutcourt.

  6. ma perché non festeggiate e celebrate tutte le ricorrenze che volete senza rompere ogni volta i maroni al mondo?
    Fatelo, trovatevi, cantate Bella Ciao e tornate a casa soddisfatti… non vedo perché, solo per il fatto di essere italiano, uno sia costretto a celebrare e sentirsi unito e solidale a gente di cui non condivide neppure il colore delle stringhe delle scarpe!

    • Ecco hai descritto un NON Italiano, le idee politiche, come affrontare un problema ecc. fa parte della dialettica quindi della Democrazia. Scantonare la Festa della nostra Repubblica, cercare di snaturarla per altri scopi, sovrapporcisi per altro è NON essere Italiani.

Comments are closed.