SARONNO – Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Varese ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare (un arresto ai domiciliari e un obbligo di firma) nei confronti di 2 professionisti ritenuti responsabili dei reati di truffa aggravata in danno di ente pubblico, frode in pubbliche forniture e falsità ideologica. Contestualmente sono stati sequestrati oltre 850 mila euro nei confronti di 5 società ritenute coinvolte negli illeciti. Fra le scuole dove sarebbe avvenuto il raggiro, anche cinque istituti di Saronno; oltre ad istituti di Varese, Busto Arsizio, Gallarate, Luino, Bisuschio, Sesto Calende, Gavirate, ed anche Tradate e Gazzada Schianno..

I provvedimenti, emessi dal Tribunale di Varese, giungono al termine delle indagini condotte e coordinate dalla locale Procura che hanno fatto luce sulle condotte perpetrate ai danni della Provincia da 2 professionisti esterni incaricati rispettivamente di vigilare sulla corretta esecuzione dei lavori e del collaudo del contratto di appalto – del valore di oltre 29 milioni di euro – relativo alla gestione clima e riqualificazione tecnologica  degli edifici della Provincia. Dalle investigazioni sarebbe emerso che, almeno a partire dall’anno 2016, uno dei professionisti, quale direttore esecutivo del contratto, avrebbe falsamente attestato la regolarità esecutiva dei lavori, nonostante non fossero stati realizzati completamente. Tali gravi inadempimenti sono stati quantificati in 2,5 milioni di euro dalle nuove imprese subentranti nell’appalto. In tale fase si è inserita la condotta del secondo professionista che, all’atto del collaudo finale avrebbe quantificato in 850 mila euro il valore delle opere non realizzate. Le indagini hanno fatto emergere gli accordi illeciti intercorsi tra i due professionisti finalizzati ad alleggerire la posizione delle imprese inadempienti (per le quali, uno di essi, da libero professionista, aveva prestato collaborazione). Tali forzature avrebbero portato alla redazione di un rapporto finale ed al rilascio del certificato di collaudo in cui sarebbero stati ulteriormente ridotti i valori delle inadempienze, arrivando a quantificarli in circa 250 mila euro.

Le condotte rilevate nel corso delle indagini avrebbero riverberato gravi effetti sulle attività didattiche dello scorso anno scolastico in numerosi istituti della provincia che sono state caratterizzate dal non corretto funzionamento degli impianti di riscaldamento durante il periodo invernale. Sono stati infine sequestrati oltre 850 mila euro nei confronti delle imprese inadempienti per responsabilità amministrativa degli enti derivante dalla commissione di reati.

23092020

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