SARONNO – “È la prima volta che partecipo agli “Strapazzi” nonostante nei primi anni della mia vita saronnese abitassi non molto distante da normale cittadino non avevo mai prestato molta attenzione all’evento. Poi grazie l’incarico che ricopro sono entrato in contatto con il primario Marco Goglio ed i suoi collaboratori, con l’associazione Clan/destino e l’entusiasmo che ci mettono mi ha contagiato”.

Così l’assessore ai Servizi sociali Gianangelo Tosi racconta il suo weekend a “Strapazzi di primavera” la festa organizzata in via Don Bellavita nel giardino del Cra e del Cps. Se domenica la kermesse è stata un po’ penalizzata dalla pioggia sabato sono stati tanti i saronnesi che hanno partecipati portanto bimbi a giocare coi i laboratori organizzati dagli scout, facendo acquisti alle bancarelle preparate dalle associazioni o gustando i piatti, a partire da salamelle e grigliate, preparati dai volontari del circolo sardo “Deledda” e dagli Alpini di Origgio. In serata a vedere la finale di Champions League erano presenti molti saronnesi tra cui l’assessore allo Sport Gianpietro Guaglianone.

Tra i partecipanti a diverse attività del weekend anche l’assessore ai Servizi Sociali Gianangelo Tosi: “Di questa manifestazione colpisce l’entusiasmo – continua a raccontare – perché l’impegno di medici, infermieri, volontari è fuori discussione. È l’entusiasmo quello che coinvolge. E che aiuta a capire quanto le persone che beneficiano della loro attività meritino l’attenzione, la comprensione e l’aiuto di tutti. L’Amministrazione, anche direttamente dalle parole del Sindaco, assicura tutta la disponibilità e collaborazione possibile”.

Novità di quest’edizione il sondaggio per decidere se mantenere o cambiare il nome del weekend di festa: “E’ un nome storico – spiega il primario Marco Goglio – ma abbiamo pensato di fare un sodaggio tra i partecipanti per vedere se esce qualche nuova idea. Si è creata anche una commissione che conterà i voti e valuterà le proposte. Al di là del nome comunque quello che resta costante di Strapazzi, oltre all’aspetto della festa, è l’apertura alla città. Qui il personale e i volontari lavorano tutto l’anno per aiutare i pazienti ad essere inseriti nella società e per un weekend portiamo la città in questa struttura. E’ anche un modo per combattere contro lo stigma che spesso accompagna i pazienti”.