02052016 posti pit stop ospedale saronno (2)SARONNO – Non tutti la utilizzano per lo scopo cui è stato pensata. Sta di fatto che la zona “pit stop”, quei due posti auto disegnati danti all’ospedale, è spesso e volentieri occupata. Il cartello è stato apposto da diversi giorni e recita chiaramente: la sosta non deve durare più di cinque minuti, il tempo necessario per far scendere o per “raccogliere” una persona che si è recata al nosocomio, magari per una visita.

Alcuni non si accorgono dei cartelli ma anche in questo periodo estivo sono parecchie le auto che sostano davanti all’ospedale, e sono diversi gli automobilisti che con il clacson “avvisano” chi sta davanti a fare in fretta. Un’idea che insomma, funziona, ed è anche molto apprezzata dagli utenti. Tutto attorno ci sono comunque diversi parcheggi per la sosta normale; i lavori di riammodernamento della piazza si sono conclusi da qualche tempo e rispetto al progetto originario della giunta Porro, l’attuale amministrazione ha aggiunto diversi posti auto, che nella zona sono assai utilizzati, tanto che anche così, in condizioni normali, trovare un posto è davvero difficile.

“Adesso c’è un’area con auto bloccanti in cui potranno muoversi in sicurezza pedoni e biciclette – ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Dario Lonardoni – e speriamo che si possa dire definitivamente addio alla fermata selvaggia davanti all’ingresso. Sono stati creati due posti auto ad hoc per permettere di far scendere in sicurezza chi deve entrare all’ospedale”. L’intervento davanti all’ospedale, che ha previsto anche il rifacimento del marciapiede in via Silvio Pellico, ha avuto un costo di 122 mila euro di cui 72 mila investiti dal Comune e 50 mila dalla Regione.

12082016

1 commento

  1. Già lo disse il mitico Fantozzi a riguardo della corazzata Kotiomkin: ripeterlo qua non mi sembra proprio il caso!
    Però rendere due, dico due parcheggi a tale livello di popolarità sarebbe come dire che é una c…ta pazzesca! Il professor Guidobaldo Maria Riccardelli, qui interpretato dal fanatico cinefilo sacchiano-leghista (non è dato a sapere se oggi meno l’uno e più l’altro) assessore, possa ancora asserire che trattasi, come rimarcato dal geom. Calboni, di “montaggio analogico”, tecnica di montaggio teorizzata da Ejzenštejn, anche detta “montaggio delle attrazioni”.

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