SARONNO – Ha debuttato lunedì sera con un primo incontro conoscitivo il neonato Comitato per la salvaguardia e il rilancio dell’ospedale. Al momento hanno aderito 14 associazioni e diversi cittadini hanno espresso il proprio interesse via mail. “Ci sono state molte adesioni – spiega Massimo Beneggi portavoce del Circolo della Bussola che ha deciso di far vita a questa nuova realtà – e in molti avevano domande da porci così abbiamo pensato ad un primo incontro assolutamente interlocutorio”.

Alla serata erano presenti, oltre ai delegati di alcuni dei sodalizi che hanno aderito al comitato, i cittadini, una nutrita delegazione del Pd con il nuovo segretario Mauro Lattuada, il capogruppo Francesco Licata e il consigliere Nicola Gilardoni. Assente, se si esclude lo storico militante leghista Elio Fagioli, l’Amministrazione comunale.  La serata è partita con un excursus sui problemi del nosocomio di piazzale Borella. A tenere banco la paura che il presidio di Saronno venga schiacciato, sul fronte degli investimenti e della crescita, dall’arrivo del maxi ospedale di Busto e Gallarate. Si è anche parlato di alcune criticità del presidio come la carenza di personale.

Confermata la mission del comitato: “L’ospedale della nostra città deve tornare ad essere di riferimento per i cittadini e per i medici del territorio come lo è stato efficacemente per oltre un secolo e fino a pochi anni fa”. Tra le istanze portate dai cittadini spiccano i lunghi tempi d’attesa per le diverse prestazioni mediche e spesso il rinvio ad altri ospedali del comprensorio.

05122018

9 COMMENTI

  1. Nessuno dell’Amministrazione? Testimonianza di quanto all’attuale giunta gliene freghi del nostro ospedale. Bastava mandare uno dei silenti consiglieri comunali…

  2. Diventerà un POT: mettetevi tutti il cuore e la salute in pace
    e scordatevi di avere un ospedale.

  3. Ma la finiamo di dire stupidate, denigrare l’ospedale e’ una mossa che non difende nessuno..e’ L’Italia fi Monti che ha distrutto la Nazione.

  4. Un movimento politico chiede aiuto alle associazioni, per mancaza di vere forze utili alla causa. Un modo per stare nel mondo della politica non facendo nulla sicuramente

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