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Visto da Varese: Sant’Antonio, una settimana all’insegna dei falò

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di EZIO MOTTERLE
Comincia domani la settimana dei grandi falò dedicati a Sant’Antonio, una tradizione molto radicata nel Varesotto a cominciare da quella legata alla sagra millenaria che si celebra nel capoluogo, appuntamento clou mercoledì 16 alle ore 21 (la festa del santo cade come sempre il 17 gennaio). Sant’Antonio Abate è molto venerato in provincia, nel segno di un’antica civiltà contadina che affonda le radici nel tempo medievale: saranno dunque tanti i falò che lo saluteranno in paesi e città, tra cenri storici e aperta campagna. Fra gli appuntamenti quelli di Varese (oltre alla sagra della Motta c’è quella di Mustonate), e poi feste a Besozzo, Castelveccana, Castiglione Olona, Saronno, Viggiù, mal’elenco arebbe lungo. Niente barba bianca, alias la neve, che quest’anno non dovrebbe arrivare, ma grandi e pittoreschi fuochi in un clima gelido sotto la luna a simboleggiare comunque la ricerca della luce che lentamente torna dopo il lungo buio, visto che da ormai un mese (anche se si nota ancora poco) le giornate si stanno allungando. Ma anche il desiderio di purificazione e di conseguente buon auspicio per il nuovo anno appena iniziato. Emozioni e applausi per un “fuoco amico” insomma, mai come quest’anno Varese ne ha bisogno, anche per lasciarsi alle spalle l’angoscia per quel “fuoco nemico” che ha devastato solo qualche giorno fa ettari di preziosi boschi. E avanti allora con i desideri espressi in bigliettini da bruciare sulla pira di legname, palloncini lanciati in aria con messaggi di pace, ragazze che sognano il bel marito promesso dalla tradizione, e tanto altro ancora nelle singole rassegne piccole e grandi, simbolo anche di abbondanza (di qui la presenza di tanta gastronomia specie a base di maiale) e di festa popolare ormai in vista del carnevale, cui seguirà il lungo digiuno della quaresima. A Saronno il falò è in programma giovedì alle 21,15 al termine di una grande sagra che inizierà al mattino con degustazione di prodotti tipici, poi sfilata in costume, benedizione di automezzi e animali, polentata serale ed esibizione bandistica, il tutto attorno all’antica chiesetta dedicata al santo. Da nord a sud, insomma, tutto il Varesotto festeggia mangiando in allegria, fino a bruciare sul fuoco nel segno della devozionequel passato che è meglio dimenticare. Lo farà anche a fine mese con le Gioeubie, che andranno al rogo lasciando spazio a desideri e propositi per il nuovo anno, ormai saldamente insediato sulle ceneri di quello vecchio. Bruciato appunto, per sempre.