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Via Roma, Simone Galli: “Bagolari agnello sacrificale per volontà del sindaco?”

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SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo la nota di Simone Galli relativa al consiglio comunale aperto sul taglio dei bagolari di via Roma.

Se ne parla da molto ultimamente in città e oggi ho presenziato al Consiglio Comunale aperto che si è occupato della riqualificazione di Via Roma.

Se mai ce ne fosse bisogno ribadisco la bontà e l’urgenza della riqualificazione dei marciapiedi per consentire sicurezza e mobilità sia ai pedoni, che alle bici e ai diversamente abili.

Detto ciò rimane la grande perplessità sulle motivazioni che portano alla decisione improvvida di sacrificare 60 alberi.

L’Assessore alla partita Dario Lonardoni ha sostanzialmente esposto nel suo articolato intervento le ragioni che hanno portato l’Amministrazione a rivedere -sostanzialmente sconfessandolo- il precedente progetto approvato nel luglio scorso con Delibera di Giunta. Ricordo che tale progetto prevedeva la riqualificazione della via salvaguardando il patrimonio arboreo esistente in continuità con l’intervento a suo tempo realizzato fino alla via Guaragna.

Tale intervento prevedeva a scopo precauzionale il taglio (già avvenuto) di n° 9 alberi considerati dall’agronomo comunale Lippi incompatibili con il progetto (sia a causa di strozzature delle radici sul tronco che rischi di ammaloramento dell’albero connessi alla rottura delle radici a causa degli scavi) e osservazione ed esame puntuale di n°11 alberi durante i lavori. Quindi nella ipotesi peggiore avremmo avuto 40 alberi salvi e 20 abbattimenti (da sostituire come a suo tempo fu fatto negli anni 80 in via Manzoni con altrettanti bagolari più giovani).

Avrei capito se dietro una analisi puntuale dell’alberatura ci fossimo trovati di fronte alla metà o a più della metà di piante da abbattere… ma così non è stato. Dunque non comprendo quale ragione oggettiva e imprevista o imprevedibile abbia fatto cambiare idea in modo così radicale all’Amministrazione.

Interventi di riqualificazione dei marciapiedi sono sempre stati fatti dalle precedenti Amministrazioni e sempre si è salvaguardato il patrimonio arboreo (via Roma fronte Villa Gianetti, via Manzoni, via Mazzini, Corso Italia….). Bastava copiare!

Ma no, ora si citano le linee guida del Ministero dell’Ambiente che considerano l’alberata come corpo unico e che quindi non ha senso ripiantumare in casi puntuali piante giovani ma è meglio tagliare tutto per uniformità visiva ed estetica!

Ammesso che sia una prescrizione da seguire pedissequamente (una linea guida o un parere non hanno forza di legge…) ciò non valeva anche per il progetto approvato a luglio 2018?

Inoltre con la variante al progetto approvata con delibera di Giunta a febbraio 2019, ci troveremmo con un tratto di via Roma con alberature nuove del tutto diverse per forma e tipo con il restante tratto a monte (via Guaragna e a valle, fronte Villa Gianetti). In questo caso i pareri del Ministero dell’Ambiente non valgono?

Si dirà della assoluta e impellente necessità di avere una pista ciclabile a doppio senso di marcia e perciò larga 2,5 metri, un troncone di 250 mt circa che inizia e termina nel nulla?

Se non ci sono gli spazi si poteva allargare certamente l’attuale pista senza renderla a doppio senso ma salvando gli alberi. Ci rendiamo conto che il progetto dell’Amministrazione in qualche modo condiziona, obbliga e vincola il futuro della restante parte della via Roma? Non ha certamente senso a mio parere (né tecnico, né urbanistico) avere un troncone di via con le caratteristiche indicate nel nuovo progetto e la restante parte della via no.

Quando in futuro quando ci saranno le risorse economiche ci si vedrà vincolati a procedere con le stesse caratteristiche del progetto attuale magari sacrificando ancora altri alberi fin tanto che la larghezza della carreggiata lo imporrà.

I bagolari vanno potati, è vero, ma è specie arborea rusticissima, che sopporta molto bene le potature, anche drastiche; cresce bene anche in suoli poveri.

I carpini che l’Amministrazione intende piantare al posto dei bagolari, anch’essi sono degli alberi che possono arrivare a 15-20 mt da adulti e anch’essi -a tendere- andranno potati regolarmente, ancor più per la loro tendenza a sviluppare rami nella parte medio bassa del tronco (a differenza del bagolaro).

Sarebbe auspicabile quindi una sostituzione puntuale dei bagolari esistenti ritornando al precedente progetto elaborato dall’Amministrazione e approvato in luglio 2018. Progetto che ha già ottenuto il finanziamento Regionale di 60.000 euro.

Abbiate il coraggio di cambiare idea !

5 Commenti

  1. Sig. Galli una sintesi migliore non poteva farla. Grazie. Qui hanno avuto il coraggio di cambiare idea in peggio!

  2. Adesso c’e anche un’interrogazione in Consiglio Regionale del consigliere Astuti (PD)

  3. “”” impellente necessità di avere una pista ciclabile a doppio senso di marcia e perciò larga 2,5 metri, un troncone di 250 mt circa che inizia e termina nel nulla?””””

    Pure io non ho mai capito queste ciclabili a spizzichi e bocconi in giro le città.

    • manca un progetto unitario delle ciclabili, ma se mai si comincia mai si potranno vedere realizzate.

  4. Caro signor Galli le sue perplessità e le domande che pone sono
    ovvie e frutto di buon senso, qualità, sembra sconosciuta all’attuale Giunta. Quello che sconcerta non é solo la decisione di fare terra bruciata di un viale alberato. Ma il come si sia arrivati e le zone, tante, di ombra, quella che si perderá, e di risposte non date che i responsabili comunali, con imbarazzanti sortite, si ostinano a evadere. Che dire della seduta di ieri? Mi ha ricordato quelle tra Peppone e don Camillo quando i “Rossi” decisero di abbattere una cappelletta votiva per tirar sú la Casa del Popolo. Solo che lá si rideva e si arrivava ad un compromesso per il bene comune. Certo, magari anche con la minaccia di qualche calcio nel sedere che, forse, no anzi, certamente, anche oggi non sarebbe fuori luogo riproporre. Con stima.

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