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Fare memoria a Lazzate parlando di Liliana Segre e della Costituzione

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LAZZATE – «Nel mare nero dell’indifferenza». È il titolo del libro di Liliana Segre ma anche dell’incontro proposto dal gruppo culturale Cardinale Carlo Maria Martini di Lazzate in collaborazione con le Acli in occasione della giornata della memoria. L’appuntamento è per venerdì 31 alle 21 in Arengario. Ospite della serata sarà Giuseppe Civati, per parlare del libro di cui è stato curatore. Sarà una serata sul tema delle leggi razziali, promulgate dal regime fascista nel 1938, attraverso le riflessioni proposte dalla testimonianza della Senatrice che in quegli anni subì la discriminazione razziale a causa della sua origine ebraica. «A parlarne con noi ci sarà Giuseppe Civati che ne ha curato l’edizione per la Casa Editrice People; attraverso le pagine dolorose rivivremo il dramma di quei bui giorni in una Milano che faticheremo a riconoscere, eppure così simile a quella che conosciamo» – spiegano gli organizzatori. «Forse è la pagina più buia della storia d’Italia, dall’unità ad oggi. Dei cittadini italiani vennero discriminati, persero ogni diritto e ogni possibilità di una vita sociale, solo perché di origine ebraica. Per assecondare l’alleato nazista, lo Stato italiano, negava il Diritto attraverso la Legge, un paradosso che precipitò il Paese in un clima di paura, di lì a poco poi la scoppio della guerra, avrebbe favorito un ulteriore inasprimento delle norme anti ebraiche. Una vicenda che ci interroga personalmente, perché quello che più conta è comprendere, che più che capire chi sono “loro”, ciò che conta è capire chi siamo noi. come è stato possibile che una società civile non dissimile dalla nostra abbia accettato questo senza ribellarsi. Come sia stato possibile che funzionari di stato abbiano applicato delle norme che negavano il diritto stesso senza dire nulla. Che i ferrovieri abbiano preparato i convogli della morte, fingendo di non sapere. Come è possibile che quei treni abbiano attraversato le città fra l’indifferenza, che il corpo docente abbia lasciato che fosse negato a dei loro alunni il diritto all’istruzione. Oggi una simile situazione non potrebbe ripetersi, la Costituzione della Repubblica Italiana lo impedirebbe. Nata sulle macerie della guerra, questo strumento meraviglioso di democrazia, attraverso la Consulta, ha il potere di annullare tutte quelle leggi che, anche se promulgate dal parlamento, non rispondo ai criteri e ai valori universali tutelati dalla Costituzione. Tuttavia noi abbiamo il dovere morale di nutrire la memoria, oggi sempre più insidiata da false verità, per impedire che questo possa accadere di nuovo. Crediamo inoltre sia importante che una serata come questa venga proposta proprio nella sala consiliare: luogo simbolo dell’esercizio della democrazia».

27012020