SARONNO – E’ attesa per oggi la sentenza del lungo processo a carico di Leonardo Cazzaniga medico del pronto soccorso dell’ospedale di piazzale Borrella accusato per le morti sospette scoperte dai militari della compagnia cittadina guidati dall’allora capitano Giuseppe Regina.

Cazzaniga deve rispondere di dodici decessi sospetti avvenuti nel corso del tempo al pronto soccorso del nosocomio saronnese di piazza Borella e di tre morti avvenute nell’ambito della famiglia dell’ex amante, l’infermiera Laura Taroni di Lomazzo, quest’ultima già condannata a trent’anni.

L’ultimo colpo di scena della lunga vicenda è stato pochi giorni fa quando la Corte di Cassazione di Roma ha deciso di revocare gli arresti domiciliari. Una decisione arrivata in risposta all’appello della procura di Busto Arsizio dove che l’ex medico aveva lasciato il carcere per andare, con il braccialetto elettronico, dall’abitazione degli anziani genitori, a Cusano Milanino.

La richiesta dell’accusa è stato l’ergastolo per 11 dei 12 episodi a lui contestati (escluso uno, dunque, visto che la perizia ad esso relativa non aveva evidenziato un nesso fra il decesso e la somministrazione di medicinali in pronto soccorso). La difesa ha invece bollato il celeberrimo “protocollo Cazzaniga” come un “pettegolezzo” ed ha chiesto l’assoluzione per i tre omicidi dei familiari della compagna.

27012020

2 Commenti

  1. Non ho letto i motivi per cui questo medico abbia ucciso quelle povere persone ma non ha nessuna importanza per cio che sto per dire: non capisco la giustizia italiana quando di fronte e simili efferati delitti, alla uccisione di 12 persone, commina una condanna all’ergastolo. E lo stesso sarebbe successo se ne avesse uccise 20 o anche di più. Quale la possibile, futura conseguenza? Che, a prescindere dall’eta del condannato, fra 30 anni potrebbe godere di una riduzione della pena, magari per buon comportamento. ASSURDO!!! Meritava 1 ergastolo per ogni omicidio e di non aver mai più la possibilità di vedere la luce del sole.

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