VARESE – Altri quattro progetti beneficeranno dei contributi del fondo “Insieme per Varese” costituito su risorse di Fondazione Cariplo e di Fondazione Comunitaria del Varesotto e provenienti dalla raccolta #insiemexvarese, al fine di sostenere le Associazioni e gli Enti del territorio che si trovano a lavorare in condizioni di disagio a causa dell’emergenza coronavirus per aiutare le persone delle categorie più fragili – ammalati, anziani, disabili, poveri.

La crisi sanitaria ha portato gravi conseguenze sul piano sociale ed economico mettendo ancor più in difficoltà famiglie già vulnerabili e creando da un lato problemi a causa del fermo del lavoro e dall’altro situazioni di disagio a carattere relazionale.
Intrecci società cooperativa sociale – onlus con il progetto “Legami che nutrono” finanziato con oltre 16.000 euro da Fondazione Comunitaria del Varesotto permetterà all’Emporio della solidarietà di Saronno di continuare con le proprie attività e di potenziare i servizi offerti, sia in termini di utenti raggiunti, sia in termini di differenziazione dell’offerta. Il progetto mira innanzitutto ad accogliere nuove famiglie e acquistare ulteriori beni alimentari e di prima necessità; quindi a raccogliere i bisogni e informare sulle buone prassi; infine ad attivare spese a domicilio per categorie specifiche. L’Emporio è un punto di distribuzione alimentare al dettaglio completamente gratuito dove le famiglie – segnalate dai Centri di Ascolto del Decanato o dai Servizi Sociali – accedono e scelgono i prodotti a disposizione, attraverso una tessera personale.

L’approvvigionamento avviene con l’acquisto di generi alimentari e di prima necessità a prezzi agevolati e con la raccolta di donazioni da parte di volontari ed esercenti. In seguito all’emergenza sanitaria Codiv-19 sono emerse notevoli criticità: “nuove richieste di accesso al servizio, complessità nel reperire donazioni sufficienti, difficoltà di movimento di alcune famiglie e conseguente impossibilità nel recarsi a fare la spesa, rischio di isolamento sociale” si legge nel progetto. Gli operatori della Cooperativa Intrecci hanno provveduto a organizzare le aperture e gli ingressi in modo da evitare assembramenti all’interno dell’Emporio, in accordo con la rete Caritas e con Fondazione “Casa di Marta” che ospita fisicamente il servizio. Durante questo periodo è continuata l’attività di confronto e feedback con i Servizi territoriali ed i Centri d’Ascolto che segnalano nuove persone per l’accesso alla spesa. Acquisto di mascherine chirurgiche da destinare ai Medici di medicina generale è l’obiettivo del progetto “MMG in prima linea” della cooperativa Medici Insubria, costituita per aderire ai progetti regionali di presa in carico dei pazienti cronici nel territorio di ATS Insubria. La Cooperativa, grazie anche al finanziamento di 10.000 euro di Fondazione Comunitaria del Varesotto, ha acquistato 46.000 mascherine chirurgiche da distribuire a titolo gratuito ai medici di medicina generale non solo per uso personale, ma anche per i pazienti fragili che per necessità di salute inderogabili, come ad esempio chemioterapie, devono uscire dal proprio domicilio per le cure. I dati evidenziano che moltissimi operatori sanitari sono stati contagiati e tra di loro ci sono numerosi medici di medicina generale, alcuni sono deceduti. Come si legge nel progetto “II medico di medicina generale è in prima linea e fino ad ora senza gli idonei mezzi di protezione individuale (DPI) non forniti da ATS perché sprovvista e peraltro non reperibili sul mercato. Dopo questa prima fornitura siamo impegnati a reperire DPI ad alta protezione FPP2 e FPP3 consapevoli da un lato che in questo momento la precedenza per le forniture è data agli ospedali, ma dall’altro che il MMG è il primo sanitario ad interagire con il paziente potenzialmente infetto con altissimo rischio di contagio”.
La Fondazione Centro Assistenza Anziani Giulio Moroni onlus di Castellanza con il progetto “Gestione integrata dei bisogni: anche nell’emergenza Covid”, finanziato da Fondazione Comunitaria del Varesotto con oltre 9.000 euro, potrà acquistare tutti quei presidi necessari per continuare a svolgere le proprie attività in sicurezza per operatori e per utenti, anziani particolarmente esposti al rischio contagio.

“A causa dell’emergenza in atto alcuni servizi semiresidenziali sono stati convertiti in supporto domiciliare e proseguono per utenti in stato di necessità l’Assistenza Domiciliare integrata, il Servizio Assistenza Domiciliare (in accordo con i Servizi Sociali) e la misura RSA aperta in regime domiciliare, con le dovute precauzioni e con l’utilizzo di dispositivi DPI di classe elevata (pur nell’estrema difficoltà nel reperirli) ai fini di tutela degli utenti fragili e degli operatori coinvolti” si legge nel progetto. Sono state attuate precocemente rispetto alle disposizioni normative le misure di protezione e sanificazione, atte a prevenire la diffusione del virus, o a predisporre la struttura all’evenienza (purtroppo comunque ipotizzabile) di contagio. Il progetto rafforza le azioni messe in campo preventivamente già dalla seconda metà di febbraio: misure atte a prevenire e controllare le infezioni, identificare in modo precoce i casi di COVID 19, tra visitatori, operatori e residenti, formare il personale per la corretta adozione delle misure di prevenzione, preparare la struttura a gestire casi Covid 19 sospetti o confermati, garantire gli interventi di sostegno domiciliare per utenti in condizioni di fragilità e cronicità, in regime di controllo e sicurezza, supporto per i caregivers familiari secondo il concetto di continuità assistenziale.

In un momento in cui gli assembramenti sono vietati e sono da evitare gli spostamenti da un comune all’altro si creano delle situazioni cui è difficile rispettare le regole in quelle comunità in cui vi è solo un punto dove fare la spesa. Come ad esempio a Vedano Olona, dove l’amministrazione comunale ha chiesto a BPlano Cooperativa sociale onlus di organizzare un servizio di spesa domiciliare, proprio per ridurre il numero elevato di clienti presenti in coda davanti all’unico supermercato. Con il progetto “La Spesa a casa tua” finanziato con 15.000 euro da Fondazione Comunitaria del Varesotto, la cooperativa gestisce tutto il processo dalla comunicazione agli utenti, alla raccolta degli ordini, dalla preparazione della spesa – grazie a squadre operative composte da tre persone organizzate in turni – fino alla consegna della spesa a domicilio. Il servizio si rivolge in particolare agli over 65 anni, alle famiglie con disabili, o anziani, o più bambini piccoli a carico. La cooperativa stima di riuscire a evadere una media di circa trenta ordini al giorno.

30032020