SARONNO – Nei giorni scorsi Trenord ha detto “stop” alla presenza di bici sui treni, troppe quelle dei riders. Un divieto contro il quale si schiera l’artista torinese “Colline di tristezza”, noto per le sue “jingle-petizioni” e per aver proposto una maglietta con l’igienizzante (T-Soap) alle imprese italiane e al presidente Sergio Mattarella, ha deciso di scendere in campo per protestare contro la decisione di Trenord di vietare il trasporto biciclette su tutti i treni del servizio regionale, con l’eccezione dei convogli che dispongono di spazi appositamente previsti.

“La mobilità sostenibile andrebbe incoraggiata e non disincentivata con decisioni come questa – dichiara il “non-cantante” – Questo provvedimento, inoltre, ha un timing piuttosto infelice, visto che il 3 giugno è stata la giornata della bicicletta. Speriamo che anche questo breve e semplice jingle aiuti a dare ancora più risonanza alla causa della mobilità sostenibile e a dare ulteriormente voce alla rabbia dei pendolari colpiti da questa scelta operata da Trenord”.

06062020

4 Commenti

  1. Finalmente una cosa giusta da TRENORD. STOP alle biciclette. Ne e’ stato fatto un abuso. Direi di eliminare la cosa in via definitiva. Troppa incivilita’ a bordo e fuori. STOP alle biciclette sui treni!

    • Può capitare che nel trasportare biciclette o monopattini qualcuno possa agire in maniera incauta o irrispettosa dei diritti degli altri viaggiatori, ma cerchiamo di non fare di tutta l’erba un fascio e, come spesso accade, puntare il dito e trovare un facile capro espiatorio… la questione, ammesso che esista, non è certo legata a cosa viene trasportato da una percentuale irrisoria di persone ma solo alla eventuale mancanza di educazione e rispetto di taluni… pertanto, come in qualsiasi altro ambito della società, l’inciviltà di alcuni non può e non deve essere la scusa per un sommario divieto a tutti gli altri, nel caso specifico di una possibilità importante di utilizzare un proprio mezzo, tra l’altro per sua natura ecologico e accessibile a tutti

  2. La mobilità sostenibile è anche andare a piedi, prendere il treno e trovare posto e spazio sul treno.
    Spazio che sempre più viene occupato da bici, monopattini, zaini, borse, valigie e zavorra di ogni tipo….liberiamoci da questo peso.

  3. Se l’azienda, invece che proibire ad alcuni una possibilità importante di spostamento, si impegnasse a risolvere a monte i problemi e i disservizi strutturali, forse non avrebbe poi questi disagi nel gestire fenomeni del tutto marginali. Viaggiando ogni giorno negli orari di punta da 15 anni per andare a Milano, per quanto concerne la mia esperienza, il problema della mancanza di spazio e delle condizioni di viaggio a dir poco non dignitose che molte persone paganti sono obbligate a sopportare sono assolutamente indipendenti da un fenomeno del tutto marginale come quello del trasporto biciclette o monopattini. Il servizio, per alcuni, è importante e la mancata capacità di gestire una supposta criticità da parte dell’azienda non può essere pagata da tutti.

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