SARONNO – “Capiamo che quando mancano i contenuti è più facile dare un po’ i numeri. Probabilmente l’avvocato Gilli ha finito anche il repertorio di critiche astratte che lo ha contraddistinto. La sua campagna elettorale si basa su critiche al candidato Fagioli, accusato di non avere il curriculum a suo dire adatto, poi sminuire la realizzazione di un’area feste a Saronno ad una sagra della salamella, per virare su paragoni arditi che ci accomunerebbero ai centri sociali accusandoci di corteo non autorizzato per una camminata di 30 metri fatta per accompagnare l’onorevole Grimoldi alla macchina”

Inizia così la nota della Lega firmata da Marco Castelli in merito alle ultime scintille della campagna elettorale

“A riguardo capiamo che vedere le personalità istituzionali più importanti della Lega e di tutto il centrodestra venire a complimentarsi con Alessandro Fagioli per i 5 anni di mandato e a garantirgli l’appoggio pubblicamente può dare fastidio a Gilli, anche considerato che il suo costosissimo ospite non ha nemmeno voluto fare una foto insieme a lui. Diciamo un endorsment un po’ freddino.

Magari quel giorno, essere un po’ mesto presso il proprio gazebo non esattamente straripante di sostenitori, e vedere un nutrito numero di persone accodarsi per voler accompagnare Grimoldi ed esprimere calore e sostegno al suo rivale, Alessandro Fagioli, possa avergli generato qualche mal di pancia.

Per non farsi mancare proprio nulla, l’agguerrito avvocato ha rischiato di esagerare, cercando sostegno dove evidentemente sostegno non ha. Infatti nella giornata di ieri, 15 settembre, il lesto Gilli ha voluto consigliare i suoi elettori su come fare il voto disgiunto, casualmente indicando di votare Forza Italia come sigla e lui come sindaco. Peccato che a questa avance di fine campagna si è trovato un due di picche un po’ pesante, vedendosi minacciato di esposto per utilizzo improprio del simbolo elettorale da Piero Galparoli, responsabile di enti Locali di Forza Italia, che ha ribadito che gli azzurri saronnese sono “senza se e senza ma, con i partiti di centrodestra e a sostegno, in maniera convinta di Alessandro Fagioli”.

Ma dopo questo flirt così duramente rifiutato, il nostro mitico criticatore di curricula, ha visto bene di allargare gli esempi di disgiunto per ogni simbolo di lista, partecipante alle elezioni saronnesi. Ovviamente fornendo il fianco ad altre possibili critiche. Ma chissà cosa penseranno i candidati che gli danno ufficialmente sostegno: non deve essere molto gratificante essere così poco considerati dal proprio candidato sindaco che prova in modo poco velato a raccattare voti a destra e manca con la scusa del voto disgiunto.
Forse all’avvocato prima esagerare e spararle sempre più grosse, gli consigliamo uno dei suoi “gelatini” per gestire al meglio la calura di fine estate.

8 Commenti

  1. Che tristezza di campagna elettorale. Un po’ di silenzio e programmi sarebbe meglio.
    Siamo tra adulti… credo…

  2. @@ Capiamo che quando mancano i contenuti è più facile dare un po’ i numeri.

    strano sembra scritto per la Lega cittadina, di fatto amministrano come un ufficio tecnico, ma ci sono costati MOLTO di piu’.
    Zero visione, zero ascolto dei cittadini, spocchiosi, ma silenti nel bisogno vedi periodo covid o ospedale. (fosse mai che disturbavano troppo in Regione).

  3. L’ultimo manifesto della lega che invita ad evitare il voto disgiunto per scongiurare l’ingovernabilità della città è pura mistificazione. L’attuale legge elettorale prevede il premio di maggioranza alle liste collegate al candidato sindaco vincente, dovesse indifferentemente trionfare al primo o al secondo turno. Il voto disgiunto è un diritto dell’elettore e ha la stessa dignità e “utilità” di qualsiasi altro voto. Pur da elettore di destra, chiedo alle opposizioni di dare il giusto risalto alla questione. La cittadinanza deve essere correttamente informata.

  4. E poi si lamentano per gli attacchi personali a Fagioli. Meno male che almeno da sabato c’è silenzio elettorale. E speriamo per la Lega anche dopo.

  5. Sinceramente non capisco. Stimo Marco, col quale ho condiviso un tratto di strada. Ma quella del voto disgiunto è un’opzione prevista dalla legge. La sua ratio consiste nel fatto che un elettore può avere considerazione per un candidato anche se non milita nel partito di proprio riferimento. Mi sembra una regola di libertà, in un momento storico in cui le libertà si restringono in favore degli ordini di scuderia. Ma gli uomini non sono cavalli. Personalmente ho imparato a non esserlo quando la sinistra era egemone nelle scuole, nelle università, nelle piazze, ed essere di destra esponeva a gravi rischi personali.

  6. …che i valvassini siano proni al valvassore non da alcuna caratura al valvassore che deve rispondere al vassallo e questo al re
    In questa gerarchia il signor Fagioli è facile capire dove è posizionato
    ……………..
    l’intelligenza, le competenze, la cultura ….
    ognuno ha la sua opinione dei suoi nemici ma alcune volte accade che l’opinione da soggettiva diventa obiettiva in base ad alcuni comportamenti
    Paolo Enrico Colombo

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