SARONNO – Miro Fresc ha ricordato Maria Lattuada con Gianni Brera ai microfoni di Radiorizzonti. “È stata una madre per me” inizia, prima di raccontare la sua storia, il loro incontro e le iniziative che intende attuare con il comitato di associazioni in suo onore.

“Indimenticabile” è così per tutta la città, quella “donnina, che con il suo sorriso illuminava Saronno, che dalla sua piccola pensione di 500 euro metteva in una busta dei soldi per chi ne aveva bisogno”.

Nata l’8 settembre 1921, “saronnese doc, persino i nonni erano di Saronno”, viene da una famiglia umile, figlia di un meccanico e di una casalinga. “Fin da piccola sente una chiamata forte verso Dio, voleva entrare in clausura e poi trasforma questa chiamata in missione con le missionarie della Consolata”. Esce dal convento per assistere prima la madre e poi il padre fino alla loro morte, ma non si arrende, “gentile ma coraggiosa, una leonessa” e si dedica all’insegnamento della religione, alla politica, al sociale “con l’idea del trascendente come base che spingeva la sua azione verso gli altri”.

“Pensavo alla sua crescita, si vede anche dai suoi scritti: puntava alla perfezione, ma negli ultimi anni della sua vita guardava di più all’accettazione dell’errore, di ciò che si è. Come Michelangelo, che abbiamo seguito per l’Italia ammirando le sue opere, dalla perfezione giovanile alle opere incompiute alla fine della sua vita”.

“Non vogliamo dedicarle solo una targa, una celebrazione statica – spiega Miro Fresc facendo riferimento all’intitolazione del parco avvenuta mercoledì scorso – Sarà un anno intero quello dedicato a lei, fino all’8 settembre 2022, con una serie di iniziative, anche magari uno spazio fisico dove esporre le sue foto, i suoi scritti e il suo salotto che si è conservato”. Insiste sulla dinamicità del progetto, Miro Fresc, qualcosa che serva alla comunità per imparare da lei, così indimenticabile, come Bouffier definiva il termine nell’azione priva di egoismo e nella generosità senza pari.

08092021

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