SARONNO / COGLIATE – Prima della sua partenza in direzione Provaglio d’Iseo dove dal 17 al 21 agosto si tiene il mondiale per cani da soccorso, abbiamo intervistato Matteo Romanò, cogliatese 33enne e volto noto anche nella città degli amaretti per il suo impegno come dirigente nel Fbc Saronno 1910, e che farà parte della Nazionale italiana col suo cane Dina.

Quinto campionato del mondo per te e Dina, o Dinamite: come vi sentite?

Bene, non siamo nella forma migliore, gli anni di Dina (per gli amici) iniziano a farsi sentire e dopo il Campionato Italiano dove ci siamo classificati secondi, ottenendo la qualificazione al mondiale, ha avuto qualche piccolo acciacco, ma grazie alle cure dei nostri preparatori atletici e fisioterapisti di Fisio4vet, che ci tengo a ringraziare ci siamo rimessi in sesto.

Vi siete rimessi in sesto? Hai avuto anche tu un infortunio?

No no… solo lei, ma quando il tuo fedele compagno che con te forma “il mostro a sei zampe” si è infortunato, è come se lo fossi stato anche io. Ma ora siamo pronti.

Siete ormai due veterani del concorso iridato, è il momento?

Siamo al quinto mondiale con Dinamite, 3 mondiali Iro individuali, 1 a squadre Fci e ora l’individuale Fci. L’occasione del mondiale in Italia fa si che si debba mettere tra i favoriti gli italiani, fosse anche solo per questioni geografiche e abitudini a clima, territorio e fattore campo. Anche se tra le 17 nazionali presenti al mondiale ci saranno diversi binomi o conduttori che sono stati già in grado di vincere un titolo iridato. Diciamo che noi difenderemo i nostri colori con le unghie e con i denti, quindi possiamo dire che potrebbe essere il momento… diciamo che ci sentiamo pronti a fare bene.

Dinamite ai più ormai è conosciuta, ma cosa ci vuoi raccontare di voi?

Hai detto bene, Dinamite ormai è conosciuta: capita spesso che ci fermino in giro dicendo, “ma lei è Dina?”. Di noi si potrebbe dire molto, quello che è importante si sappia è che siamo un unità cinofila da soccorso dell’associazione nazionale alpini della sezione Lupo Maestro di Varese, che è in attesa di aprire il suo nuovo campo di addestramento a Cogliate, siamo dei volontari di protezione civile e come abbiamo detto, non siamo al primo campionato del mondo, ma oltre all’attività sportiva siamo certificati Mrt-Mission ready per tutto il mondo in caso di catastrofi come i terremoti, e abbiamo l’operatività Enci (Ente nazionale della cinofilia italiana) per la ricerca di dispersi sia in macerie che in superficie che è l’unica riconosciuta dal dipartimento di protezione civile come certificazione per le ricerche di dispersi. Io sono reponsabile per l’addestramento delle Ucs Ana della sezione di Varese che conta più di 15 binomi per la ricerca di dispersi.

Ora la fatidica domanda: quale è il vostro sogno nel cassetto?

I nostri desideri si sono in realtà già tutti avverati: le operatività, le gare, l’mrt. Ora resta un sogno nel cassetto, ma per i sogni è giusto sognare e non pensarci troppo se no non si avverano, ma potete facilmente immaginarlo.

Quindi sei scaramantico?

No non lo sono, ma prima di rischiare di diventarlo, preferisco non pensarci e mettere la concentrazione nel lavoro, come mi dico spesso ultimamente “go big or go home”.

Abbiamo visto che la Nazionale italiana è stata a Cogliate lunedì 8 per un allenamento. Puoi raccontarci qualcosa di più?

Grazie all’aiuto dei ragazzi di Lupo Maestro e ad Andrea Basilico, il sindaco, ed alle società che lavorano sul centro sportivo di Cogliate siamo riusciti ad ospitare un allenamento della nazionale. Il percorso di preparazione al mondiale è stato lungo con diversi incontri con la squadra italia, due week end di lavoro con i cani e tanti incontri online per arrivare preparati dal punto di vista anche mentale, infatti abbiamo avuto la fortuna di avere un mental coach che ci ha seguito oltre a diversi tecnici e veterinari che ci hanno aiutato, senza stravolgere la preparazione dei nostri cani, a migliorarci in vista del mondiale.

(foto: Matteo Romanò con Dina)

11082022