SARONNO – Non si è certo ancora spenta l’eco, a Saronno, dell’operazione dei carabinieri all’obitorio dell’ospedale cittadino dove alcuni addetti si facevano pagare dai titolari di 4 imprese funebri (di fuori Saronno) pe “indirizzare” i parenti dei defunti a scegliere questa o quella impresa di onoranze, per il funerale. Ma le imprese funebri pagavano gli addetti anche per svolgere mansioni che sarebbero state di loro competenza, come la vestizione dei defunti; oppure per consentire ai parenti – anche in periodo di totale emergenza covid quando era proibito – di vedere i loro cari. Anzi, proprio con l’incremento dei decessi nei momenti peggiori della pandemia, le “mance” al personale dell’obitorio erano diventate più numerose e quindi anche maggiori i “guadagni”.

Le tariffe

Non è chiaro quanto “valessero” le segnalazioni che poi portavano un cliente alle onoranze funebri, ma per i piccoli “servizi”, come snellire le pratiche, venivano consegnate somme modeste, di parla di 50 euro, in alcuni casi anche soltanto di 20 euro.

I carabinieri, dopo un anno di indagini, hanno nei giorni scorsi notificato 10 misure cautelari (una custodia in carcere, una arresti domiciliari, 2 divieto di esercizio di professione medica, 4 divieto di esercitare l’attività di impresario funebre, 2 sospensione dall’esercizio delle mansioni di addetto all’obitorio con divieto di concludere contratti di lavoro con la pubblica amministrazione). I reati contestati sono Corruzione di incaricato di pubblico servizio, peculato, furto, truffa e falsità ideologica.

L’INTERA VICENDA

CINQUANTA EURO PER RIVESTIRE UNA SALMA

COINVOLTI ANCHE DUE MEDICI DI FAMIGLIA

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SARONNO POINT: “PARLIAMO DELLE ECCELLENZE NON DI VIGLIACCHERIA”

01122022

1 commento

  1. Dopo le cose gravi che sono successe in quell’ospedale non dovremmo sentire ancora altre cose gravi tipo il “Racketdel caro estinto”

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