“Contenuti condivisibili, metodi inaccettabili ma nessuna generalizzazione perchè non mancano gli studenti che lottano nel rispetto della legalità come i ragazzi del GB Grassi” questo in sintesi il pensiero di Augusto Airoldi, presidente del consiglio comunale, sul corteo studentesco di mercoledì 5 dicembre.

Ecco la versione integrale del suo contributo

“Scuola e formazione sono priorità assolute per un Paese che nei prossimi decenni difficilmente potrà basare il suo PIL sulle acciaierie. Ne consegue che, anche in tempi di crisi drammatica, come quello che stiamo attraversando, disinvestire nella scuola è un errore colossale. Il Governo, inevitabilmente impegnato nell’arduo compito di far quadrare i conti, ha ottenuto l’insolito risultato di accomunare nella protesta studenti e docenti. Evidentemente qualcosa non va.

Nel merito c’è quindi molto di condivisibile nello scontento che attraversa gli studenti e i loro docenti in queste settimane. E mi auguro che riescano ad ottenere un cambio di marcia da parte del Governo anche attraverso la solidarietà dell’intero Paese.

Ma quello che si è visto ieri a Saronno è inaccettabile, oltreché controproducente. Paralizzare una città, bloccare la circolazione ferroviaria, partecipare ad una manifestazione con bastoni, cacciavite e passamontagna nello zaino, di certo non aiuta a raggiungere l’obiettivo di migliorare la qualità della scuola nel nostro Paese. E fa venire qualche dubbio sui reali obiettivi di chi manifesta in questo modo.

Ma sarebbe sbagliato generalizzare. Ieri c’è stata anche una lodevole presa di distanze da queste modalità: quella degli studenti del GB Grassi. E’ un fatto importante, da sottolineare e da valorizzare. Un fatto al quale mi piacerebbe che tutti, media compresi, riservassimo la medesima attenzione che dedichiamo al blocco della circolazione ferroviaria e alla paralisi di quella automobilistica. Mi permetto di condividere la valutazione dei ragazzi del Grassi che parlano di episodi “assolutamente lesivi dell’immagine degli studenti e dannosi per il perseguimento dell’obiettivo che è quello di sensibilizzare più persone possibili sui reali danni che i provvedimenti attualmente in esame al Parlamento causerebbero alla scuola”.

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