SARONNO – Tavor nel vino: una saronnese di mezza età finì all’ospedale, in stato di semi-incoscienza. Fu quello uno degli episodi dei quali venne poi imputato il suo ex compagno: lei l’aveva lasciato ed allora lui aveva iniziato a molestarla e infastidirla. Ed a farle i dispetti, come quella volta col Tavor: le aveva regalato la bottiglia, ed al primo bicchiere lei aveva perso conoscenza.

Adesso il processo si è concluso al tribunale di Saronno, ed il giudice Piera Bossi (sullo sfondo, immagine di archivio) ha emesso sentenza di condanna: l’imputato è stato chiamato a scontare nove mesi di reclusione, ha ottenuto la sospensione della pena solo perchè incensurato ma se non la smetterà di infastidire la donna, per lui potrebbero presto aprirsi le porte del carcere.

Giudice Piera Bossi

In udienza sono stati riepilogati molti fatti, avvenuti nel corso degli anni. Insulti e minacce, anche via sms; e pure lettere inviate a lei ed ai suoi famigliari. Poi la volta del Tavor, quella in cui si era ritrovata una gomma dell’auto ricoperta di benzina, un’altra volta quando al camioncino del figlio era stato tagliato un pneumatico e l’ex – maturo saronnese – si era attribuito la partenità del vandalismo.

Alla fine il pubblico ministero Lorenzo Gorla aveva definito questo come un caso emblematico di stalking, chiedendo la condanna dellì’imputato, che è quindi arrivata.

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