di EZIO MOTTERLE
In tempi difficili anche per l’export, che comunque assicura alla provincia di Varese un livello da primato, con oltre il 40% della produzione diretta ai mercati oltre confine, spicca l’attrazione per il Messico, paese verso cui le esportazioni varesine sono cresciute nel solo 2016 del 26%. Una percentuale elevata, che conferma un trend positivo: in dieci anni, infatti, il valore del made in Varese venduto nel paese centro-americano è salito da 51 a 97 milioni di euro, quasi un raddoppio. Il Messico resta il primo mercato dell’America Latina per l’export varesino, apprezzato soprattutto per macchinari e impianti: i 97 milioni di euro (che sono comunque solo un centesimo circa del valore globale esportato dal Varesotto nel mondo) superano gli 82 milioni di vendite in Brasile e i 20 milioni in Argentina, mentre le prospettive indicano un incremento potenziale per l’export italiano in terra messicana pari a un miliardo di euro entro il 2019. Per discutere di questa prospettiva per dopodomani, 4 luglio, Camera di commercio e Provex hanno promosso a MalpensaFiere di Busto Arsizio un incontro di imprenditori presente il console generale del Messico a Milano. C’è un interesse notevole, ai mercati emergenti l’economia locale guarda con la masima attenzione. Va ricordato che complessivamente le esportazioni varesine (che restano dirette per il 70% in Europa, primi destinatari Germania e Francia) nel 2016 sono state pari a 9.482 milioni di euro, il 9% in meno rispetto al 2015, una tendenza negativa confermata anche nei primi mesi di quest’anno. In valore assoluto sono l’8,5% delle esportazioni lombarde e il 2,3% di quelle nazionali. Interessato è per il 60% il settore metalmeccanico, in testa macchine industriali, aerospazio ed elettrodomestici. Altra importante componente dell’export provinciale è il settore tessile-abbigliamento che pesa per il 10%, quote rilevanti anche per chimico-farmaceutico (11%) e gomma-plastica (9%). Il saldo della bilancia commerciale provinciale del 2016 è stato ancora positivo (+3.871 milioni di euro), ma in riduzione rispetto al 2015 (-7,8%).