SARONNO – “L’Amministrazione comunale di Saronno in memoria della tragedia delle Foibe onora le vittime e gli esuli con una messa in suffragio che si terrà lunedì 10 febbraio alle 18 in Santuario e a seguire la deposizione della corona al Monumento dei martiri e degli esuli”. Lo comunica, in una nota, l’ente locale. Sabato 22 febbraio inoltre, a Villa Gianetti in via Roma alle 17 si terrà una conferenza dal titolo “Foibe ed esuli istriani, fiumani e dalmati dalle terre italiane orientali”. “Ringraziamo – dicono dal Comune – l’Associazione fiumani italiani nel mondo e l’Associazione italiana paracadutisti d’Italia, sezione di Saronno, per la collaborazione”. La presentazione ufficiale degli eventi si è svolta questa mattina in Municipio, presenti gli assessori municipali Maria Assunta Miglino, Gianangelo Tosi e Lucia Castelli.

Alla fine della Seconda guerra mondiale, mentre tutta l’Italia, grazie all’esercito Anglo-Americano, veniva liberata dall’occupazione nazista, a Trieste e nell’Istria (sino ad allora territorio italiano) si è vissuto l’inizio di una tragedia: la “liberazione” avvenne ad opera dell’esercito comunista jugoslavo agli ordini del maresciallo Tito. E 350 mila italiani abitanti dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia dovettero scappare ed abbandonare la loro terra, le case, il lavoro, gli amici e gli affetti incalzati dalle bande armate jugoslave. Decine di migliaia furono uccisi nelle Foibe o nei campi di concentramento titini. La loro colpa era quella di essere italiani e di non voler cadere sotto un regime comunista. Trieste, dopo aver subito più di un mese di occupazione jugoslava, ancora oggi ricordati come i “quaranta giorni del terrore”, visse per 9 anni sotto il controllo di un Governo militare alleato (americano ed inglese), in attesa che le diplomazie decidessero la sua sorte. Solo nell’ottobre del 1954 l’Italia prese il pieno controllo di Trieste, lasciando l’Istria all’amministrazione jugoslava. E solo nel 1975, con il Trattato di Osimo, l’Italia rinunciò definitivamente, e senza alcuna contropartita, ad ogni pretesa su parte dell’Istria, terra italiana sin da quando era provincia dell’Impero romano. Il 10 febbraio è il giorno che l’Italia dedica alla memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe e dell’Esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati. “La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale Giorno del Ricordo al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”. Con la legge 92 del 30 marzo 2004 la Repubblica Italiana ha istituito il Giorno del Ricordo di uno degli avvenimenti più dolorosi e ,ancora oggi, divisivi della storia italiana. Un capitolo buio che causò lutti, sofferenza e spargimento di sangue innocente, sul quale per anni è calato il silenzio.

04022020