SARONNO – L’ultimo regalo che Augusto Reina, ottantenne numero unico dell’Illva (colosso multinazionale che gestisce marchi come Disaronno, Zucca e Aurum) scomparso mercoledì sera, ha fatto ai saronnesi è stata la possibilità di vedere da vicino come e dove viene “fatto” il celebre liquore “più bevuto al mondo”. Nel marzo 2018 Illva Saronno, proprio su input di Reina, ha aderito per la prima volta alle giornate Fai di primavera (Fondo Ambiente Italiano) e ha aperto le porte per una visita esclusiva facendo conoscere la sua storia e la sua evoluzione imprenditoriale in Italia e nel mondo.

“Siamo orgogliosi – aveva commentato Augusto Reina, amministratore delegato Illva Saronno Holding – di poter partecipare a questa prestigiosa iniziativa del Fai in occasione della sua XXVI edizione ed essere tra i luoghi di eccellenza proposti. Un viaggio speciale tra passato, presente e futuro che svelerà l’impegno, la dedizione e la passione quotidiana della nostra famiglia e di tutti i dipendenti dell’azienda che sin dalla sua fondazione rappresenta il Made in Italy di qualità in tutto il mondo”.

E per vivere quella passione e vedere come nasce un miracolo del made in Italy si erano messe in fila tante famiglie, gruppi di amici, appassionati di attività produttive ma anche familiari dei dipendenti e personale delle aziende limitrofe.

Disaronno è il liquore italiano più bevuto nel mondo. Caratterizzato da un gusto originale e da un inconfondibile aroma, s’impone sulla scena mondiale in oltre 160 Paesi. E’ prodotto e distribuito da Illva Saronno che fa parte di Illva Saronno Holding, multinazionale italiana a forte diversificazione strategica di business, soprattutto leader nel mondo degli alcolici con cinque secoli di storia alle spalle e altri prodotti di grande prestigio quali Tia Maria, Rabarbaro Zucca, Artic Vodka, Isolabella Sambuca e Aurum