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Visto da Varese: Effetto virus, il relax di una vacanza sul divano

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di EZIO MOTTERLE
Chissà perchè, ma la sensazione è che l’unica vacanza in pieno relax finirà per essere, quest’estate, quella trascorsa sul divano di casa. Liberi tutti, infatti, mentre cala l’emergenza virus: ma con mille precauzioni e altrettanti controlli sempre in agguato, termoscanner dietro l’angolo anzitutto, meglio uscire di casa dopo aver accertato di essere lontani dalla fatidica soglia dei 37,5 gradi superata la quale, non importa se in un negozio o in una stazione, scattano una serie di adempimenti suscettibili di diventare assai impegnativi scombinando finanche scelte e programmi. Senza contare la mascherina ben calata sul volto e il distanziamento sociale, questo solo per varcare il cancello. Figurarsi poi se l’obiettivo è un viaggio, in aereo, treno o anche auto, superando confini di regioni spesso impegnate a salvaguardare i rispettivi territori ordinando restrizioni ulteriori, oppure puntando oltre frontiere internazionali, segnate a volte da altri obblighi. Un vero rebus, insomma, risolvibile certo con un po’ di impegno ma che fatica davvero a far rima con la distensione propria di una sospirata vacanza che convinca ad alzarsi dal divano, cuore di quella “tana” in cui stanno di fatto indugiando anche molti aspiranti viaggiatori. E in questo clima da liberi tutti ma mica tanto, nel nome delle regole imposte per difendersi da un nemico comunque non ancora sconfitto, riecco emergere la tendenza a spostamenti minimi, che visti da Varese assumono ad esempio il volto di passeggiate panini al seguito tra laghi e valli, escursioni montane in mezzo a prati fioriti, gite tra borghi sperduti che allontanano il rischio di assembramenti. Ovvio che alla fine tutti hanno capito che la mascherina si può portare, che certificare buona salute normalmente non è un problema, che i vari controlli possono essere superati seguendo le indicazioni. Ma volete mettere la libertà di muoversi senza dover dribblare verifiche e tracciamenti vari, respirando davvero senza limiti di spazio e tempo quel “vacuum” richiesto dall’etimologia? La vacanza d’estate è alle porte e forse alla fine, complice il solleone, prevarrà comunque la voglia di lasciarsi le Prealpi alle spalle per puntare dritto, costi quel che costi, verso il Mediterraneo o la Polinesia. Ma resta al momento la sensazione che, fatti davvero i conti, il divano finisca per assicurare un relax senza vera concorrenza. Consentendo di rispettare, comodamente e senza ansie, le prescrizioni imposte dalla pandemia.

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