di EZIO MOTTERLE

Tra i primati che ne documentano la grande attrattività turistica il Varesotto offre la possibilità di visitare ben quattro siti Unesco “patrimonio dell’umanità”, una presenza record a livello nazionale che diventa ora bandiera culturale in vista di una stagione – si spera – finalmente libera dai troppi condizionamenti della pandemia. L’opportunità di conoscere il territorio facendo tappa in queste perle storiche e preistoriche (Sacro Monte di Varese, Isolino Virginia con altri due siti palafitticoli a Bodio e Cadrezzate, area archeologica di Castelseprio-Torba e Monte San Giorgio) è stata presentata in questi giorni agli operatori del settore, chiamati a valorizzarli come luoghi di vacanza o di escursione full immersion nel cuore delle Prealpi. I quattro siti Unesco (sono in realtà sei considerando che uno ne comprende tre) hanno fatto di recente passerella al salone mondiale del turismo di Padova, proponendosi come realtà che qualificano la terra dei laghi, unica per l’eccezionale densità di queste magiche e antiche bellezze, incantevoli realtà (58 quelle presenti in tutta Italia) pronte a far valere la loro straordinaria potenzialità turistica in un mercato dove l’elemento della prossimità è diventato ormai centrale. Eccellenze da promuovere, insomma, anche col supporto di enti locali e realtà già impegnati su questo fronte. Via dunque alla scoperta del Sacro Monte, parte del sito seriale “I sacri monti del Piemonte e della Lombardia”, monumentale via sacra seicentesca lunga di due chilometri con 14 cappelle che illustrano e invitano a meditare sui misteri del rosario fin su al santuario di Santa Maria del Monte. Ecco poi l’Isolino Virginia, il più antico insediamento fra i “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”: situato nel lago di Varese di fronte a Biandronno è stato abitato fin dal primo Neolitico, come gli altri due inseriti nello stesso patrimonio Unesco. Il Monte San Giorgio, sul confine italo-svizzero, zona lago Ceresio, è il più importante giacimento al mondo di fossili del triassico: ittiosauri, pesci, piante acquatiche di quello che era il mare di Besano, 240 milioni di anni fa. Il parco archeologico di Castelseprio comprende infine un insediamento fortificato risalente al quarto secolo e il suo borgo extra-murario con la chiesa di Santa Maria foris portas: è una delle maggiori testimonianze altomedievali nell’Italia settentrionale, dello stesso complesso fa parte il monastero di Torba. Tappe di un tuffo straordinario nel passato e trapassato, dunque, in viaggio tra la quiete di laghi e colline. Sperando che torni il sereno.